modificato 05/12/2016

 

Un compromesso tra centroDx e centroSx può liberare le migliori energie per il bene comune

Correlati: costituzione della Rep. italiana, cittadinanza; bene comune, male minore

Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

Gli opposti estremismi possono anche allearsi ma solitamente più pro male che pro bene comune: ci sono eccellenti risorse politico-amministrative nel centrodestra e nel centrosinistra, mortificate da strumentali contrapposizioni partitiche: un compromesso tra le due grandi anime storiche della nostra Repubblica per governarla sarebbe non solo opportuno ma forse necessario e non solo perché funziona in Germania e in Spagna. Il patto del Nazzareno era cominciato bene, ma i sessantottini della serie D'Alema ...

 

 

05/12
2016

Perché al referendum costituzionale ha vinto il no? A mio avviso per due principali motivi: il primo perché una riforma costituzionale richiede larga condivisione, il che si approcciò con il patto del Nazzareno (che prevedeva conciliazione per la modifica costituzionale e per l’elezione del Presidente della Repubblica), ma la sinistra PD con i sessantottini della serie D’Alema minacciò lacerazione se il Presidente fosse stato eletto col benestare del centroDx e il patto saltò. Il 2ndo motivo è che troppi hanno votato (come per Brexit o Trump), convinti che il NO fermasse l’ondata di immigrati.

05/12
2016

<corriere>: D’Alema ride di Renzi sconfitto al Referendum costituzionale (qui audio) «eh no, c’ha fatto contenti (la vittoria del sì)» e si interrompe con una risata; poi di Renzi, sempre ridendo, dice: «io immagino che una parte di quelli che lo hanno seguito, cercheranno di azzannarlo, diciamo, io non faccio parte di quelli». [CzzC: cara Rosi Bindi, sei contenta di aver portato la DC in ridenti fauci ...? Continua]

23/11
2016

Vedo sì o no Speciale Referendum/ Bruno Vespa, Renzi, Lorenzin, Toti, Tosi, Meloni e D’Attorre: anche se uno non capisse tutti gli aspetti della complessa questione, potrebbe bastargli la civiltà e chiarezza espresse da Renzi e Tosi a confronto della scompostezza di altri, simile a quella delle assemblee sessantottine <sussidiario>:

14/11
2016

[CzzC: non concordo pienamente sulle allusioni ad un colpo di stato sostenute dal seguente flow di <lib&pers> ma ci sarebbe ben d’onde da riflettere per meglio operare rispettando di più la democrazia: non dedurre che io voti no al referendum, ma detesto che alla riforma costituzionale si sia giunti per voti di fiducia, anziché col largo consenso che pareva prospettarsi col patto del Nazzareno].

18/10
2016

Avrei voluto una riforma costituzionale costruita con più ampio arco parlamentare di sostegno, almeno com’era stata approcciata (patto del Nazareno), non a colpi di fiducia governativa. Perciò no? Negligo i criteri ritorsivi, farò ponderazione di merito cercando di sottrarmi alla logica del disimpegno, delle polarizzazioni partitiche; in attesa di fare la tabella comparativa, annoto da <sussidiarietà> alcuni spunti.

01/10
2016

<youtube>: due ore di confronto tra chi sì (Renzi) e chi no (Zagrebelsky): [CzzC: se non mi bastassero le motivazione addotte da Renzi, potrei pescare nel merito e metodo di quelle addotte da Zagrebelsky, perché esibisce fondamenta tanto più ancorate ad ideologia passatista e meno all’esperienza presente aperta al futuro, da fornire più di un assist alle ragioni del sì]

19/08
2016

<huffingt>: Luciano Violante e le ragioni del Sì: il voto deciderà il futuro del nostro sistema politico: se confermare l'assetto del 1948, che peraltro era stato criticato anche da autorevoli costituenti, come Calamandrei e Dossetti, o scegliere per il cambiamento.

24/05
2016

<ilfoglio>: Professori e costituzionalisti. Tutti i 184 nomi che hanno firmato il manifesto del Sì alle riforme. L’appello di giuristi e docenti universitari a favore della riforma costituzionale: nessun “tradimento” della Carta, ma solo innovazioni di cui l'Italia ha bisogno da tempo