libro PAROLA DI BAMBINO del dott. Dino Pedrotti, APPUNTI e commenti a margine

Mi è caro l’argomento (educazione, significato delle parole, finalità del nostro relazionarci ...) Vedi copertina, appunti,qui recensione su Trentino; qui su Vita Trentina

Trascrizione della prima nota con cui commentai l’inizio della lettura del

                   libro PAROLA DI BAMBINO,

         appena ricevuto dall’autore, dott. Dino Pedrotti il 14/08/2012 cui risposi così.

 

Mi piace la Sua onestà intellettuale: si riconosce non psicologo, né filosofo, né teologo, eppure risulta apprezzabile anche da quei punti di vista.

Farei dei distinguo tra razionalità (osservabile, misurabile con valori esprimibili da equazioni) e ragione (riflessione logica sull’osservabile ma non sempre descrivibile con un’equazione matematica; la razionalità ne sarebbe un sottoinsieme), anche se tale distinguo piace a me, ma non ho trovato ancora chi autorevolmente lo confermi.

L’approccio 1-2-3 mi appare non solo affascinante per le corrispondenze con analoghe strutturazioni del reale (le 3 dimensioni percettibili) ma anche del trascendente (la Trinità), ed è notoriamente efficace ed efficiente sia nell’interpretare il reale di tipo conoscitivo-relazionale sia nell’orientare il problem solving, dunque un buon modello interpretativo, ma dovremmo ammettere che il criterio di analogia non sarebbe assolutizzabile, prova ne sia, ad esempio, che il reale si supponeva fino ad Einstein a 3 dimensioni (spazio) mentre ora sappiamo che sono 4 (lo spazio-tempo) e forse più.

Starei ridimensionando il suo modello 1-2-3? Non più di quanto Lei stesso abbia messo in premessa con onestà intellettuale, ed anzi La apprezzo perché la trovo corrispondere ad alcuni criteri che ritengo molto illuminanti il cammino della nostra conoscenza:

- osservazione e ragionamento sono entrambi importanti, ma se dovessimo privilegiare uno dei due, privilegerei l’osservazione e mi piace il suo “porre un limite a troppe riflessioni”;

- domanda e risposta sono entrambe importanti, e non solo perché sono alla base della dinamica delle relazioni umane, incluso il mercato, ma perché mi parrebbero alla base anche del nostro processo conoscitivo (l’oggetto osservato ci induce una domanda), ma, se dovessi stabilire una priorità tra le due, la darei alla domanda; ecco dunque come il bambino diventa un buon modello di approccio al reale, essendo essenzialmente un portatore di esigenze (domande), capace di corrispondere al dono di amore con un’evidenza toccante per sé e per il donatore.

Tanti problemi potrebbero essere incanalati nel solco di una soluzione più efficace, se si focalizzassero meglio le esigenze più vere cui si sta tentando di rispondere, e, quando ci apparissero troppo contrastanti, ci si rendesse disponibili a selezionare quelle maggiormente correlate al perseguire il bene comune e, per converso, al suo opposto: i primi passi di questo avvicinamento non possono prescindere dal SIGNIFICATO DELLE PAROLE, tema che mi/ci sta molto a cuore.

Questo non per dire che il modello migliore sia binario (bene/male) anziché ternario, ma solo per dire, come vorrei spiegare con più tempo, che, se ci facessimo interrogare dal reale, questo stesso ci suggerirebbe (e a volte ci impone) il modello interpretativo più efficace ed efficiente a corrispondervi e ci spingerebbe a superare i limiti del misurabile equazionabile, per abbracciarlo con una ragione più ampia della razionalità, non escludendo la dimensione trascendente, anzi, arricchendosi contemplandola.

 

Temo che non avrò tempo di mettere in bella anche i commenti che ho annotato a margine di alcune pagine del libro, ad esempio per il significato di queste parole:

Autorità, Bambino (pag 30-33)

Civiltà, Comandamenti (pag. 38-41)

Comportamento, Concepimento (pag. 42-45)

Democrazia (pag. 48-49)

Destra, Dialogo (pag. 50-53)

Mi piacerebbe linkare le numerose pagine che ho commentato a margine, ma non vorrei violare i diritti d’autore

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 27/04/2019; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

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