REFERENDUM 2026 sulla RIFORMA della MAGISTRATURA-GIUSTIZIA
qui il quesito. Mi sto documentando sulla opportunità di votare Sì o No: allo scopo raccolgo alcune argomentazioni di parte o neutre; per ora propendo per il Sì, pur con tutto il rispetto per chi votasse No, consapevole che, anche nella Giustizia, come nella Scuola, nei Partiti, nelle Chiese e in tante altre strutture rette da "regole organizzative e disciplinari", la principale differenza qualitativa sui risultati la fa la persona che lavora e decide con la sua professionalità, responsabilità, onestà, coscienza rettamente formata, molto speso grazie all'impianto di sagge regole formali, ma talvolta perfino in superamento di quelle.
Presumo che il ponderare le argomentazioni raccolte, mi porti a misurare un ∆ decisionale Sì-No abbastanza significativo; ma se ciò non accadesse e mi residuasse un dilemma, ricorrerei come in passato ad un criterio di scelta semplificativo ancorché molto mio personale.
Segnalo ...
- wikipedia ...
- gli argomenti principali del contendere
- ... sto proseguendo - lavori in corso ...
[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 2026.01.25; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]
Pagine correlate: Giovanni Falcone sulla separazione delle carriere; costituzione della Rep. italiana, cittadinanza; bene comune, male minore
↑2026.01.25 sul Referendum magistratura <foglio fb> Natalia Ceccarelli giudice membro del Comitato direttivo centrale della ANM: l'associazione nazionale magistrati, della quale io faccio parte come minoranza, ha abdicato all'approccio tecnico nel merito della riforma, abbracciando la politica e il modus degli imbonitori. Abbiamo abdicato al nostro ruolo tecnico, abbiamo abdicato alla nostra terzietà♫ e siamo diventati agitatori di menti, di coscienze, abdicando anche al nostro ruolo istituzionale, che è quello di comporre i conflitti e non di suscitarli. Anziché farci carico delle derive correntizie, diffondiamo messaggi maliziosamente fuorvianti. Qui intervista a Nadia Ceccarelli e Andrea Reale di articolo 101.
↑2026.01.25 non confondere Augusto Barbera, che è pro Sì al Referendum, con il pro No Alessandro Barbero, <fb> che è un maestro nel raccontare il Medioevo, ma, quando si cimenta con i tecnicismi del diritto costituzionale contemporaneo, dà da temere che la sua vista sia alterata da un po' di strabismo. Meta ha oscurato il suo video pro NO al Referendum? Censura? Il video è visibile.
↑2026.01.24 Referendum/magistratura <fb> il ministro della Giustizia Giuliano Vassalli fu grande e indimenticabile giurista, uomo politico, partigiano e presidente della Corte costituzionale: vale la pena rileggere una sua intervista del 1987 rilasciata al Financial Times e ripresa nel 2024 dal settimanale Panorama. Nelle sue parole cogliamo il senso profondo di quanto possa essere importante la separazione delle carriere per l'imparzialità sia dei giudici sia dei pubblici ministeri.
↑2026.01.18 <riformista> alcune motivazioni di chi sceglie il ‘No’ al referendum magistratura risultano false, parlano alla pancia degli elettori, ma i loro argomenti restano fallaci, infondati rispetto alla realtà, a partire dall'argomento chiave, il più millantato: «il rischio che i pubblici ministeri finiscano assoggettati al potere esecutivo». Un argomento incontrovertibilmente falso sul piano tecnico e giuridico. La riforma sottoposta a referendum non contiene alcuna norma, diretta o indiretta, che consenta al governo di controllare, indirizzare o condizionare l’azione dei pubblici ministeri. Non introduce gerarchie ministeriali, non attribuisce poteri di indirizzo all’esecutivo, non modifica l’autonomia costituzionale del PM. Non tocca nemmeno lontanamente il rapporto tra magistratura requirente e potere politico.
↑2026.01.18 mi piacerebbe trovare il link che mi permetta di riascoltare l'intervista a Nordio che udii stamane usare parole misurate ma severe verso la pubblicità, spesata anche dalla ANM, mirante a convincere gli italiani a votare NO al referendum sulla riforma della magistratura: i manifesti monterebbero notizie ingannevoli ritenute tanto false e tendenziose che è partita una denuncia contro l'ANM. <corriere> perfino Antonio Di Pietro <yt♫> aggettiva l'ANM come matrigna cattiva del CSM, che non critica, ma falsifica, perché il correntismo teme il sorteggio.
↑2026.01.17 <foglio, fb> Marco Minniti (ex MinIntern/PD) spiega come la riforma della magistratura renda l'Italia più moderna e rompa il potere delle correnti [CzzC: quand'anche non mi paresse sufficiente la sua chiara dimostrazione pro SÌ, escluderei il NO osservando quanto offenda la libertà di opinione la posizione del NO che, ad esempio con la fatwa di Tomaso Montanari (che si considera cattolico radicale influenzato da don Milani/RosiBindi) sibila così: "il PD cacci chi vota sì"].
↑2026.01.08 comitati&collettivi per il no al referendum sulla giustizia espongono cartelloni con pubblicità ingannevole? <tempi> Ad esempio «Con la legge Nordio, i politici vogliono controllare le decisioni dei magistrati. Al referendum vota no». Ancora ieri sulla Stampa, il segretario dell’Anm, Rocco Maruotti, diceva in un’intervista che l’obiettivo della riforma è «il controllo politico sulla magistratura». Ma questo rischio è confutato da insigni giuristi, ad esempio da Augusto Barbera e Nicolò Zanon; vedi intervista sul numero di Tempi di gennaio. <agenpari> Zanon replica a Grosso: “Altro che organo indipendente: il CSM è oggi il parlamentino delle correnti”
↑2026.01.03 questo post fb elenca i Paesi dove vige la separazione delle carriere [CzzC: forse non tutti quei Paesi hanno lo stesso tipo di separazione, ma quel che conta più conta \\ imparzialità anche partitica della magistratura sono le questioni disciplinari e l'estrazione a sorte di almeno una parte significativa dei suoi organi di governo/CSM-ANM, onde superare i problemi del correntismo]
↑2025.12.29 <videoinfo> Referendum giustizia, Di Pietro: “Voto Si e invito Gratteri a confronto”
Il magistrato, che con l’inchiesta di Tangentopoli azzerò di fatto la classe politica della prima Repubblica, si è schierato a favore del Si per il referendum aderendo al comitato “Si separa” della Fondazione Einaudi.
↑2025.12.09 <fq> sarà Rosy Bindi il volto di punta del No al referendum sulla riforma della magistratura. Oggi pomeriggio ci sarà un virtual meeting de La Via Maestra, il contenitore di cui fanno parte oltre 200 associazioni, tra cui Cgi\l, Acli, Arci, Anpi, Libertà e Giustizia, Antigone, Action Aid, Articolo 21, Federconsumatori, Libera, ... Schieramento analogo a quello per il referendum della scorsa primavera per il no al Jobs act?
↑2025.11.26 <dubbio> professori di diritto della “Pisapia” si spaccano sul documento pro riforma approvato dal direttivo dell’Associazione (Adolfo Scalfati, Sergio Lorusso, Giulio Garuti, Filippo Dinacci, Mariangela Montagna, Daniele Negri). Monta la protesta dopo il via libera del direttivo a una nota favore della separazione delle carriere senza consultare i soci.
↑2025.11.21 <foglio> “Al referendum voto Sì. L'Anm andrebbe sciolta”. Parla Lamberto Dini. L'ex premier: "La separazione delle carriere mira a garantire piena terzietà al giudice. L'Anm? Non è possibile che i magistrati, che sono pubblici funzionari, abbiano un sindacato che agisce come soggetto politico"
↑2025.11.20 <dubbio> Separazione delle carriere, Petrelli rilancia il Sì, cita Gratteri e difende il sorteggio dei membri del Csm: il sorteggio debellerà la piaga delle correnti. Il presidente dell’Ucpi sostiene la riforma come garanzia per un giudice davvero terzo.
↑2025.11.11 <foglio> La propaganda di certi magistrati sul referendum: congetture e citazioni inventate. La campagna di Gratteri per il no al referendum sulla giustizia è un vero pericolo per la magistratura.
↑2025.11.03 <fb> i primari motivi del contendere sul referendum 2026 non sono connessi alla separazione delle carriere, ma alla nuova modalità, meno soggetta alle correnti, adottata per la composizione del CSM e dell'Alta Corte disciplinare.
1) l'estrazione a sorte nel metodo di elezione dei membri togati dei DUE CSM (due Consigli Superiori delle Magistrature); fino ad ora, invece, l'elezione dei membri del CSM deriva da una trattativa dietro le quinte tra le correnti dell’Associazione Nazionale Magistrati e poi tra queste e "la politica". Una trattativa che obbligava il magistrato che voleva candidarsi a militare in una corrente, per guadagnarne il consenso indispensabile per essere presentato come suo rappresentante, e che escludeva i magistrati che non ritenevano giusto doversi assoggettare a questa prassi. Il nuovo metodo toglie il potere correntizio che si collocava sopra del vecchio CSM: gli accordi tra le correnti, una volta raggiunti, venivano trasferiti tali e quali da una sede privata ad una istituzionale.
2) Le questioni disciplinari riguardanti i
magistrati vengono tolte ai DUE CSM e affidati ad un nuovo organo, l’Alta
Corte disciplinare, composta da 15 giudici: 3 nominati dal PdR tra gli
ordinari di Università in materie giuridiche e avvocati con almeno venti anni
di esercizio; 3 estratti a sorte dal Parlamento da un elenco di giuristi aventi
gli stessi requisiti dei primi; 6 magistrati giudicanti e 3 requirenti estratti
a sorte dalle rispettive categorie.
I componenti designati mediante sorteggio, sia dei DUE CSM sia dell’Alta Corte
disciplinare, durano in carica quattro anni e non possono partecipare alla
procedura di sorteggio successiva. Finché sono in carica non possono essere
iscritti negli albi professionali, né far parte del Parlamento o di un
Consiglio Regionale.
In tal modo viene superata la singolare condizione che affidava allo stesso
organismo sia le decisioni su promozioni e trasferimenti dei magistrati, sia
l’assegnazione o meno di misure disciplinari; la nuova modalità di composizione
dell’Alta Corte disciplinare la rende più indipendente dalle dinamiche tra le
correnti e dunque più autonoma nelle sue decisioni.
↑2025.11.03 <fb> il PD di Schlein ha lasciato al centrodestra il tema della separazione delle carriere dei magistrati, mentre per anni quell'area partitica aveva sostenuto che quella misura era opportuna per il miglior esercizio della giustizia, anche con gli argomenti inoppugnabili di Giovanni Falcone; lo aveva fatto persino con un pronunciamento congressuale. Quella per la separazione delle carriere fu una battaglia nata a sinistra negli anni '80, con la riforma del processo penale di Pisapia e Vassalli che diventando accusatorio richiedeva questa misura per coerenza.
↑2025.10.30 <rai> Approvata la riforma della Giustizia, Nordio: "Spero in un referendum non politicizzato". Passa con 112 sì la legge che modifica l'ordinamento giudiziario: separazione delle carriere, due CSM con membri sorteggiati per ridurre l'influenza delle correnti. Opposizioni all'attacco
↑2025.06.19 <CsrLivatino> il sorteggio dei membri del CSM non mina l'autorevolezza dei togati, affrancandoli dai debiti correntizi e garantendo imparzialità nelle decisioni.
↑2024.05.31 Giovanni Falcone era favorevole alla separazione delle carriere dei magistrati. Vedi qui un estratto dell'intervista che Giovanni Falcone rilasciò a Mario Pirani di Repubblica il 3 ottobre 1991