REFERENDUM 2026 sulla RIFORMA della MAGISTRATURA-GIUSTIZIA

Mi sto documentando per supportare la mia decisione di voto raccogliendo argomentazioni di competenti in materia: finora sono attratto dalle ragioni del più che da quelle del No, pur con tutto il rispetto per le persone che votassero No.

Comunque vada, avremo che, anche nella Giustizia come nella Scuola, nei Partiti e in tante altre strutture rette da "regole organizzative e disciplinari", la principale differenza qualitativa sui risultati vien creata dalla persona che lavora e decide con la sua professionalità, responsabilità, onestà, coscienza rettamente formata, certamente anche grazie all'impianto di sagge regole formali, che nella fattispecie mi paiono migliorabili.

Se il suddetto ∆ decisionale mi si restringesse, ricorrerei come in passato ad un criterio di scelta subordinato ancorché molto mio personale.

Segnalo ...

- gli argomenti principali del contendere;

- il sorteggio è già da tempo utilizzato anche per ... (vedi qui);

non CONFONDERE il costituzionalista Augusto Barbera (pro Sì) con il NON costituzionalista Alessandro Barbero (pro No);

- alcuni dei Magistrati indipendenti che spiegano perché votare Sì;

- alcune ragioni del NO sarebbero false;

... sto proseguendo - lavori in corso ...

CONTINUA IN SEGUITO DEL SOMMARIO

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 2026.03.05; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: Giovanni Falcone sulla separazione delle carriere; costituzione della Rep. italiana, cittadinanza; bene comune, male minore

 

 

2026.03.05 in merito alla opportunità di cambiare la Costituzione laddove regola la gestione dei vertici della Magistratura, leggo NC ricordare un esempio eclatante di trasformismo nella giustizia amministrata: i colleghi magistrati nel 1957 hanno nominato Presidente della Corte Costituzionale della Repubblica Italiana, Gaetano Azzarita, incarico che svolse dal 1957 al 1961 nonostante fosse stato razzista, antisemita e Presidente del Tribunale della Razza dal 1938 al 1943; decisione insindacabile secondo l’attuale Costituzione.

Un altro esempio traggo dalla emblematica vicenda Enzo Tortora dove i magistrati che lo indagarono e condannarono fecero gran carriera senza subire conseguenze disciplinari per l'errore giudiziario, come il PM Diego Marmo, che il 1985.04.26 nel corso del processo contro Enzo Tortora, dichiarò “è stato eletto con i voti della camorra”; confessò l'errore dopo 30 anni, a carriera maturata.

 

2026.02.20 <fb1 google fb2>al Prodi che considera così scandaloso il sorteggio per l’organo che decide le promozioni di carriera dei magistrati suggerirei di ricordare che il sorteggio viene utilizzato anche per scegliere

- i magistrati che fanno parte del Tribunale dei Ministri,

- i giudici popolari nelle corti di appello,

- i revisori negli enti pubblici,

- gli organi che decidono le carriere dei professori universitari ...

[CzzC: stracciarsi le vesti per il sorteggio di alcuni dei membri del CSM, ignorando altri salutari sorteggi che vengono effettuati su candidati IDONEI a ricoprire una carica giudicante IMPARZIALE, potrebbe configurare chi non vuol mollare l'osso della ciccia che rosicchia dall'attuale correntismo]

 

2026.02.19 la giudice Natalia Ceccarelli: il Comitato per il No al referendum è a tutti gli effetti un’articolazione dell’Associazione nazionale magistrati. Nello statuto del Comitato è scritto chiaramente che esso dà esecuzione alle direttive impartite dal Comitato direttivo centrale (Cdc) dell’Anm. C’è quindi un vincolo funzionale.

 

↑2026.02.15 <hume fb> il Referendum fra garantismo e giustizialismo: Luca Ricolfi (n.1950 sociologo e politologo) su "la Ragione" di oggi prova a vedere le buone ragioni di chi non la pensa come lui, che voterà Sì: trova strumentali, quando non in malafede, la maggior parte degli argomenti addotti a difesa del no, ma non tutti, e prova a spiegare perché; ridimensiona anche alcuni argomenti addotti dai più accaniti paladini del Sì.

 

2026.02.15 volantino della CDO: una riforma che viene da lontano, separazione delle carriere, una giustizia penale "giusta", il sorteggio, l'Alta corte disciplinare, una scelta consapevole per il Sì.

 

2026.02.12 <riformista et> Referendum giustizia, Antonio Baldassarre presidente emerito della Corte Costituzionale: “La campagna pro NO è piena di falsità: «Dicono che la riforma è contro la democrazia e contro la Costituzione. In realtà è contro le loro idee. Cercassero di argomentare ...». <rif> "stimo Gratteri con cui siamo legati da una bella amicizia, credo però che in questo caso gli sia slittata la frizione dando sfogo fino in fondo al suo carattere passionario": qui l'oracolo di Gratteri: «imputati e massoni schierati per il Sì».

 

↑2026.02.07 position paper dell'associazione socio-culturale LabOra (promuove una cultura politica in Italia, ispirata alla Dsc e all'umanesimo cristiano): analisi della riforma della Magistratura per comprendere le trasformazioni in atto; alla luce degli esperti che hanno aiutato a scrivere questo documento, l'associazione LabOra aderisce ai comitati per il “Sì” al Referendum 2026.

 

2026.02.07 <rai> confermate le date del 22-23 marzo per il Referendum: Mattarella firma il decreto del governo che aveva integrato la riformulazione del quesito che era stata accolta ieri dalla Cassazione come volevano i quindici giuristi ricorrenti, i quali però ritenevano che il nuovo testo avrebbe reso necessario posticipare la consultazione: la negazione del posticipo ha fatto sbottare la responsabile giustizia del Pd, Debora Serracchiani, così: «tracotante arroganza di chi comanda e non governa". [CzzC: ricorreranno ancora?]

 

↑2026.02.06 - Il Consigliere di Cassazione Antonio Saraco: “L’Anm si è trasformata in un partito politico che non intendo finanziare" e si dimette dalla Anm, Associazione Nazionale Magistrati che in questi giorni è stata protagonista di una ulteriore polemica con le camere Penali

 

↑2026.02.05 <dubbio yt♫> Fascista chi vota Sì? Elly Schlein segna l'autogol; mezzo Pd in rivolta; Anna Paola Concia: “È un Pd debole quello che dà dei fascisti a chi vota Sì”

 

2026.02.04 Due settimane fa Tomaso Montanari, rettore dell’UniStraSI (Università per Stranieri di Siena), fatwava così contro i riformisti del Pd: «Il Pd cacci chi è per il Sì al Referendum». [CzzC: bell'esempio di ben noti metodi di sinistre epurazioni]. Oggi Pina Picerno, europarlamentare PD, vicepresidente del Parlamento Europeo, smentisce così ''La linea del Partito democratico che assimila al fascismo chi voterà Sì al referendum è insultante e svilente''. [CzzC: commento ulteriormente qui con #densità, #Enrico Grosso pro No, #motivazione subordinata ]

 

↑2026.02.04 <huff, x> voto sì al Referendum: mi hanno convinto Augusto Barbera e Sabino Cassese, ma anche, per argomentazione assurda, il pro No Piercamillo Davigo il quale (autogol?) sostiene che, pur di affermare la propria Verità processuale, un pm sarebbe pronto a mettere illecitamente sotto indagine il giudice che dovesse confutarla, tenendo conto che i giudici temono indagini sui loro soldi.

 

2026.02.02 <riformista fb> Carmen Giuffrida, giudice penale presso la Corte d’Appello di Catania e ora giudice al Tribunale dei Minori commenta pro Sì al referendum: “In Italia le correnti hanno occupato abusivamente il Csm ... Da Anm campagna per il No con slogan falsi”. Fu Procuratore Internazionale ONU in Kosovo, Capo dell’ufficio legale della missione EUPM in Bosnia Erzegovina, manager di un progetto della UE contro il riciclaggio di denaro in Albania, esperto presso il Consiglio dell’Unione Europea in materia di valutazione dei Paesi membri nella lotta alla criminalità organizzata.

 

2026.01.30 Il giudice Andrea Padalino pro Sì al Referendum: <foglio fb> “Ho ignorato le degenerazioni delle correnti e i danni della gogna mediatica fino a quando ne sono stato vittima. Faccio mea culpa e vi racconto il mio calvario”. La riforma Nordio? “Positiva, al referendum voto Sì”.

 

2026.01.28 <Repubblica> un blitz pro Askatasuna costringe il senato accademico di Uni_To al trasloco. Urla e colpi contro porte e finestre; la rettrice Prandi aveva fatto chiudere d'urgenza il Palazzo Nuovo a seguito dell'annuncio via social della festa Aska "mai formalmente richiesta né autorizzata dall’ateneo; l’università ha il dovere di tutelare la sicurezza delle persone e il rispetto delle regole". <rai> anche due anni fa una analoga masnada di ProPal aveva indotto il senato accademico a traslocarsi online. [CzzC: è un episodio che può aiutarmi a optare nel dilemma Sì/No al Referendum sulla riforma della magistratura? Continua qui.]

 

↑2026.01.26 <agi> chi son o i sindaci del NO.

 

2026.01.25 sul Referendum magistratura <foglio fb> Natalia Ceccarelli giudice membro del Comitato direttivo centrale della ANM: l'associazione nazionale magistrati, della quale io faccio parte come minoranza, ha abdicato all'approccio tecnico nel merito della riforma, abbracciando la politica e il modus degli imbonitori. Abbiamo abdicato al nostro ruolo tecnico, abbiamo abdicato alla nostra terzietà♫ e siamo diventati agitatori di menti, di coscienze, abdicando anche al nostro ruolo istituzionale, che è quello di comporre i conflitti e non di suscitarli. Anziché farci carico delle derive correntizie, diffondiamo messaggi maliziosamente fuorvianti. Qui intervista a Nadia Ceccarelli e Andrea Reale di articolo 101

 

2026.01.25 non confondere Augusto Barbera, che è pro Sì al Referendum, con il pro No Alessandro Barbero, <fb> che è un maestro nel raccontare il Medioevo, ma, quando si cimenta con i tecnicismi del diritto costituzionale contemporaneo, dà da temere che la sua vista sia alterata da un po' di strabismo. Meta ha oscurato il suo video pro NO al Referendum? Censura? Il video è visibile.

 

2026.01.24 Referendum/magistratura <fb> il ministro della Giustizia Giuliano Vassalli fu grande e indimenticabile giurista, uomo politico, partigiano e presidente della Corte costituzionale: vale la pena rileggere una sua intervista del 1987 rilasciata al Financial Times e ripresa nel 2024 dal settimanale Panorama. Nelle sue parole cogliamo il senso profondo di quanto possa essere importante la separazione delle carriere per l'imparzialità sia dei giudici sia dei pubblici ministeri.

 

↑2026.01.18 <riformista> alcune motivazioni di chi sceglie il ‘No’ al referendum magistratura risultano false, parlano alla pancia degli elettori, ma i loro argomenti restano fallaci, infondati rispetto alla realtà, a partire dall'argomento chiave, il più millantato: «il rischio che i pubblici ministeri finiscano assoggettati al potere esecutivo». Un argomento incontrovertibilmente falso sul piano tecnico e giuridico. La riforma sottoposta a referendum non contiene alcuna norma, diretta o indiretta, che consenta al governo di controllare, indirizzare o condizionare l’azione dei pubblici ministeri. Non introduce gerarchie ministeriali, non attribuisce poteri di indirizzo all’esecutivo, non modifica l’autonomia costituzionale del PM. Non tocca nemmeno lontanamente il rapporto tra magistratura requirente e potere politico.

 

2026.01.18 mi piacerebbe trovare il link che mi permetta di riascoltare l'intervista a Nordio che udii stamane usare parole misurate ma severe verso la pubblicità, spesata anche dalla ANM, mirante a convincere gli italiani a votare NO al referendum sulla riforma della magistratura: i manifesti monterebbero notizie ingannevoli ritenute tanto false e tendenziose che è partita una denuncia contro l'ANM. <corriere> perfino Antonio Di Pietro <yt♫> aggettiva l'ANM come matrigna cattiva del CSM, che non critica, ma falsifica, perché il correntismo teme il sorteggio.

 

↑2026.01.17 <foglio, fb> Marco Minniti (ex MinIntern/PD) spiega come la riforma della magistratura renda l'Italia più moderna e rompa il potere delle correnti [CzzC: quand'anche non mi paresse sufficiente la sua chiara dimostrazione pro SÌ, escluderei il NO osservando quanto offenda la libertà di opinione la posizione del NO che, ad esempio con la fatwa di Tomaso Montanari (che si considera cattolico radicale influenzato da don Milani/RosiBindi) sibila così: "il PD cacci chi vota sì"].

 

↑2026.01.16 <camerep > Paolo Mieli per il Sì al referendum: una coerenza per oltre trent’anni, fin dalla stagione della riforma Vassalli e dell’introduzione del codice accusatorio; un processo penale equilibrato richiede ruoli distinti e un giudice realmente terzo; la separazione delle carriere rappresenta il completamento coerente di quella riforma <yt♫ fb> il cui senso generale era condiviso anche dal PD <yt♫> ma la sera prima del voto Paolo Mieli andrà a cena con tre satanassi del no (Lina Palmerini, Lucio Caracciolo e Montanari)

 

↑2026.01.08 comitati&collettivi per il no al referendum sulla giustizia espongono cartelloni con pubblicità ingannevole? <tempi> Ad esempio «Con la legge Nordio, i politici vogliono controllare le decisioni dei magistrati. Al referendum vota no». Ancora ieri sulla Stampa, il segretario dell’Anm, Rocco Maruotti, diceva in un’intervista che l’obiettivo della riforma è «il controllo politico sulla magistratura». Ma questo rischio è confutato da insigni giuristi, ad esempio da Augusto Barbera e Nicolò Zanon; vedi intervista sul numero di Tempi di gennaio. <agenpari> Zanon replica a Grosso: “Altro che organo indipendente: il CSM è oggi il parlamentino delle correnti”

 

2026.01.03 questo post fb elenca i Paesi dove vige la separazione delle carriere [CzzC: forse non tutti quei Paesi hanno lo stesso tipo di separazione, ma quel che conta più conta \\ imparzialità anche partitica della magistratura sono le questioni disciplinari e l'estrazione a sorte di almeno una parte significativa dei suoi organi di governo/CSM-ANM, onde superare i problemi del correntismo]

 

↑2025.12.29 <videoinfo> Referendum giustizia, Di Pietro: “Voto Si e invito Gratteri a confronto

Il magistrato, che con l’inchiesta di Tangentopoli azzerò di fatto la classe politica della prima Repubblica, si è schierato a favore del Si per il referendum aderendo al comitatoSi separa” della Fondazione Einaudi.

 

↑2025.12.09 <fq> sarà Rosy Bindi il volto di punta del No al referendum sulla riforma della magistratura. Oggi pomeriggio ci sarà un virtual meeting de La Via Maestra, il contenitore di cui fanno parte oltre 200 associazioni, tra cui Cgi\l, Acli, Arci, Anpi, Libertà e Giustizia, Antigone, Action Aid, Articolo 21, Federconsumatori, Libera, ... Schieramento analogo a quello per il referendum della scorsa primavera per il no al Jobs act?

 

↑2025.11.26 <dubbio> professori di diritto della “Pisapia” si spaccano sul documento pro riforma approvato dal direttivo dell’Associazione (Adolfo Scalfati, Sergio Lorusso, Giulio Garuti, Filippo Dinacci, Mariangela Montagna, Daniele Negri). Monta la protesta dopo il via libera del direttivo a una nota favore della separazione delle carriere senza consultare i soci.

 

↑2025.11.21 <foglio> “Al referendum voto Sì. L'Anm andrebbe sciolta”. Parla Lamberto Dini. L'ex premier: "La separazione delle carriere mira a garantire piena terzietà al giudice. L'Anm? Non è possibile che i magistrati, che sono pubblici funzionari, abbiano un sindacato che agisce come soggetto politico"

 

↑2025.11.20 <dubbio> Separazione delle carriere, Petrelli rilancia il Sì, cita Gratteri e difende il sorteggio dei membri del Csm: il sorteggio debellerà la piaga delle correnti. Il presidente dell’Ucpi sostiene la riforma come garanzia per un giudice davvero terzo.

 

↑2025.11.11 <foglio> La propaganda di certi magistrati sul referendum: congetture e citazioni inventate. La campagna di Gratteri per il no al referendum sulla giustizia è un vero pericolo per la magistratura.

 

2025.11.03 <fb> i primari motivi del contendere sul referendum 2026 non sono connessi alla separazione delle carriere, ma alla nuova modalità, meno soggetta alle correnti, adottata per la composizione del CSM e dell'Alta Corte disciplinare.

1)  l'estrazione a sorte nel metodo di elezione dei membri togati dei DUE CSM (due Consigli Superiori delle Magistrature); fino ad ora, invece, l'elezione dei membri del CSM deriva da una trattativa dietro le quinte tra le correnti dell’Associazione Nazionale Magistrati e poi tra queste e "la politica". Una trattativa che obbligava il magistrato che voleva candidarsi a militare in una corrente, per guadagnarne il consenso indispensabile per essere presentato come suo rappresentante, e che escludeva i magistrati che non ritenevano giusto doversi assoggettare a questa prassi. Il nuovo metodo toglie il potere correntizio che si collocava sopra del vecchio CSM: gli accordi tra le correnti, una volta raggiunti, venivano trasferiti tali e quali da una sede privata ad una istituzionale.

2) Le questioni disciplinari riguardanti i magistrati vengono tolte ai DUE CSM e affidati ad un nuovo organo, l’Alta Corte disciplinare, composta da 15 giudici: 3 nominati dal PdR tra gli ordinari di Università in materie giuridiche e avvocati con almeno venti anni di esercizio; 3 estratti a sorte dal Parlamento da un elenco di giuristi aventi gli stessi requisiti dei primi; 6 magistrati giudicanti e 3 requirenti estratti a sorte dalle rispettive categorie.
I componenti designati mediante sorteggio, sia dei DUE CSM sia dell’Alta Corte disciplinare, durano in carica quattro anni e non possono partecipare alla procedura di sorteggio successiva. Finché sono in carica non possono essere iscritti negli albi professionali, né far parte del Parlamento o di un Consiglio Regionale.
In tal modo viene superata la singolare condizione che affidava allo stesso organismo sia le decisioni su promozioni e trasferimenti dei magistrati, sia l’assegnazione o meno di misure disciplinari; la nuova modalità di composizione dell’Alta Corte disciplinare la rende più indipendente dalle dinamiche tra le correnti e dunque più autonoma nelle sue decisioni.

 

2025.11.03 <fb> il PD di Schlein ha lasciato al centrodestra il tema della separazione delle carriere dei magistrati, mentre per anni quell'area partitica aveva sostenuto che quella misura era opportuna per il miglior esercizio della giustizia, anche con gli argomenti inoppugnabili di Giovanni Falcone; lo aveva fatto persino con un pronunciamento congressuale. Quella per la separazione delle carriere fu una battaglia nata a sinistra negli anni '80, con la riforma del processo penale di Pisapia e Vassalli che diventando accusatorio richiedeva questa misura per coerenza.

 

2025.10.30 <rai> Approvata la riforma della Giustizia, Nordio: "Spero in un referendum non politicizzato". Passa con 112 sì la legge che modifica l'ordinamento giudiziario: separazione delle carriere, due CSM con membri sorteggiati per ridurre l'influenza delle correnti. Opposizioni all'attacco

 

↑2025.06.19 <CsrLivatino> il sorteggio dei membri del CSM non mina l'autorevolezza dei togati, affrancandoli dai debiti correntizi e garantendo imparzialità nelle decisioni.

 

2024.05.31 Giovanni Falcone era favorevole alla separazione delle carriere dei magistrati: audio.fb; vedi qui un estratto dell'intervista che Giovanni Falcone rilasciò a Mario Pirani di Repubblica il 3 ottobre 1991.

 

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SEGUITO DEL SOMMARIO

Trovo assai fondate le argomentazioni pro Sì dei seguenti magistrati

- Augusto Barbera pro Sì: Presidente emerito della Corte Costituzionale; è stato eletto per cinque mandati in Parlamento (prima nel PCI, poi nel PDS) diventando una delle voci più autorevoli della sinistra italiana; più una vita accademica di altissimo profilo: «due Consigli Superiori significano due percorsi realmente autonomi, un sistema in cui chi indaga e chi giudica non appartengono alla stessa struttura, e l’Alta Corte diventa finalmente il garante terzo della disciplina interna alla magistratura». <fb> indecente l'oracolo i Gratteri

Antonio Baldassarre pro Sì: Presidente emerito della Corte Costituzionale

Sabino Cassese pro Sì: fu giudice della corte costituzionale dal 2005 al 2014: <fb> richiama uno dei nodi più critici del sistema giudiziario: il correntismo nel CSM che mina la terzietà e l'imparzialità della Magistratura. <fb> la modifica costituzionale renderà le toghe più indipendenti.

Andrea Padalino giudice pro Sì: “Ho ignorato le degenerazioni delle correnti e i danni della gogna mediatica fino a quando ne sono stato vittima. Faccio mea culpa e vi racconto il mio calvario”. La riforma Nordio? “Positiva, al referendum voto Sì”.

- Andrea Mirenda.fb pro Sì: è giudice a Verona e primo consigliere del Csm eletto tramite sorteggio, intervistato su Libero spiega perché voterà Sì al referendum. Nell’intervista critica il peso delle correnti nella magistratura, che descrive come strutture capaci di influenzare nomine e carriere, e indica nel sorteggio dei componenti del Csm un antidoto al correntismo.

Carmen Giuffrida pro Sì: è giudice al tribunale dei minori.

- Il Consigliere di Cassazione Antonio Saraco: “L’Anm si è trasformata in un partito politico che non intendo finanziare" e si dimette dalla Anm, Associazione Nazionale Magistrati che in questi giorni è stata protagonista di una ulteriore polemica con le camere Penali

Nicolò Zanon.fb prof. di diritto costituzionale da più di 30 anni; fu Giudice e vice Presidente della Corte Costituzionale e membro del CSM.

la giudice Natalia Ceccarelli: il Comitato per il No al referendum è a tutti gli effetti un’articolazione dell’Associazione nazionale magistrati

 

I costituzionalisti per il NO sarebbero 121 stando a questo Articolo21.