LUCA OSTILIO RICOLFI sociologo, politologo, presidente della Fondazione David Hume

Fu fondatore e direttore dell'Osservatorio del Nord Ovest e membro dell'EAS (European Academy of Sociology). Dal 2011 è presidente della Fondazione David Hume, di cui è stato uno dei fondatori insieme a Piero Ostellino e Nicola Grigoletto.

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 2026.02.25; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: società, politica

 

2026.02.15 <hume fb> il Referendum fra garantismo e giustizialismo: Luca Ricolfi (n.1950 sociologo e politologo) su "la Ragione" di oggi prova a vedere le buone ragioni di chi non la pensa come lui, che voterà Sì: trova strumentali, quando non in malafede, la maggior parte degli argomenti addotti a difesa del no, ma non tutti, e prova a spiegare perché; ridimensiona anche alcuni argomenti addotti dai più accaniti paladini del Sì.

 

↑2025.03.22 annoto che Luca Ricolfi il 18Mar aveva scritto del manifesto di Ventotene così: <hume fb timon> «se non lo leggete non potete rendervi conto di quale spaventosa distopia anti-democratica avessero in mente i suoi autori … Non è per caso che nessuno dei padri fondatori dell’Europa - né Adenauer, né De Gasperi, né Schuman, né Monnet - lo abbia mai messo al centro del proprio pensiero. Ed è una fortuna». [CzzC: giudizio forse troppo severo, ma ad NC che oggi mi scrive «mi preoccupa che dalle schermaglie esca ridimensionato il nostro Degasperi con Adenauer e Schuman» rispondo cosi: anche me preoccupa; prima ancora che scoppiasse la bagarre in Parlamento avevo scritto che udivo troppo parlare di Ventotene, come se si facesse apposta per mettere in ombra i suddetti padri fondatori con una manovra che allea laicisti, sinistre e massoni in quella cultura dominante, negazionista delle radici cristiane d’Europa, cui sta bene perfino l'anacronismo rivoluzionario dello Spinelli, purché sia mangiapreti contro il Concordato; potrebbe essere da lì che viene tanta bile che alimenta sinistra bagarre; e se ciò non dispiacesse anche a certi islamisti?].

 

↑2024.12.04 <tempi#12p12> Il follemente corretto, libro di Luca Ricolfi, l’inclusione che esclude e l’ascesa della nuova élite; la fenomenologia dei comandamenti woke che hanno fatto degenerare il politicamente corretto in autentica follia esemplificata con  40 storie. Vietato usare i termini maschio/femmina, dicotomia da sempre usata nei corsi di statistica o per distinguere la “spina” dalla “presa” di corrente; escludere il termine “normale”; boicottare Dante, Gaugin, Dumbo, Via col Vento, Agatha Christie, Roald Dahl, Kipling, perfino Debussy e Beethoven perché amati dai nazisti; costringere donne a competere negli sport con transgender o a trovarseli in cella carceraria; le vittime degli stupri del 7 ottobre non trovano posto nel femminismo intersezionale; sul maschio bianco etero sposato è calata la mannaia dei corsi Diversity, Equity, Inclusion (la furia degli DEI).

Negli anni 20-30 l’intellighenzia fu affascinata dal totalitarismo nazi-fascista (il tradimento dei chierici di Julien Benda): oggi la stessa è affascinata dal totalitarismo woke, come descritto da George Orwell in 1984

 

↑2022.03.22 Libere idee in libero dibattito/Ucraina di Luca Ricolfi su <repubblica> Il meccanismo che non ci lascia discutere liberamente, senza accusarci reciprocamente di stare dalla parte sbagliata, fu scoperto e studiato nei primi anni '50 dallo psicologo sociale americano Leon Festinger: viene chiamato "riduzione della dissonanza cognitiva"; il bisogno di coerenza interna della mente umana è così forte da generare meccanismi di correzione radicali, autoinganni, la renitenza a prendere atto dei dati di realtà. Abbiamo bisogno di pensare che il mondo delle vittime sia senza ombre, e che quello dei carnefici sia del tutto privo di umanità (reductio ad Hitlerum). Ogni spiegazione del male ci appare un'offesa al bene, e il bisogno di sentirci dalla parte del bene ci impedisce di vedere i nostri limiti. Se può essere vero, come scrisse Primo Levi, che "comprendere è quasi giustificare", è altrettanto vero che spiegare il male (che è cosa ben diversa dal comprenderlo) è essenziale per evitare il suo ripetersi.

 

2021.10.31 <giornale> il sociologo Luca Ricolfi su <repubblica> spiega come la convenzione sociale del "politicamente corretto" abbia creato un caos comunicativo, narrativo e intellettuale con i suoi modi censori, con un gigantesco tribunale popolare [CzzC: eterodiretto?] chiamato a giudicare la storia (il mantra della "cancel culture"). L'analisi di Luca Ricolfi non piace a chi di politicamente corretto si alimenta: vedi tra gli indignados quel Gad Lerner che reagisce come ai suoi tempi di Lotta Continua: "complimenti a Luca Ricolfi che può compiacersi di avere espugnato la roccaforte nemica. Metamorfosi di un giornale come Repubblica...".

 

2021.01.13 udii stamane a <radio24 mp3 at11'30"> l'analisi del sociologo Luca Ricolfi: passi per gli errori della prima ondata Covid, ma avremmo dovuto evitare quelli che hanno fatto esplodere così grave la seconda ondata: si sarebbe dovuto tenere il numero dei contagi sotto la soglia di tracciabilità (con mascherine, distanziamento, tanti più tamponi per verificare tutti i sospetti o isolarli) come han fatto grandi Paesi dell'estremo oriente esperti di Sars, invece alcuni stati europei (con errori e bugie soprattutto durante l'allegra estate 2020) hanno cercato di convivere col Covid sotto una soglia ben più alta, quella della saturazione dei posti letto, e con ciò han perso la possibilità di controllo per carenza di tracciamento rispetto ai troppi contagiati asintomatici in circolazione. Libro di Ricolfi "La notte delle ninfee".