"Sì/No" al REFERENDUM confermativo del 2026? Qui un criterio decisionale che adottai anche per il Referendum 2016

in subordine alle motivazioni specifiche di metodo/merito, nel caso che non mi apparissero sufficienti nel dilemma Sì/No, dilemma che approccerei con il criterio semplificativo appresso descritto, che adottai anche in altre occasioni di scelta su materia molto complessa rispetto alla mia competenza specifica: ponderare da che parte stanno (e diffidarne) coloro che più abbiano insidiato (in parole e opere) quelli che a me paiono i pilastri (libertà di coscienza, espressione, educazione) su cui costruire il bene comune in civile convivenza rispettosa della libertà e dignità delle persone, a partire dalle più indifese.

Qualche volta gli insidianti della specie sono tanto mischiati tra le due parti in dilemma, che non riusciamo a ponderarne la densità differenziale; altre volte questa ponderazione è più plausibile, come quando non diedi retta negli anni '70 ai bacati da sessantonite e poi negli anni '90 a chi fracassò l’esperienza popolare del partito che più governò la nostra libertà e democrazia nel secondo dopoguerra.

A distanza di qualche lustro quel criterio si sta confermando buono, visto come viene impedita la libertà di espressione perfino in Università da analogamente urlanti; mal che vada potrò dire di non aver votato in compagnia di stelle pentapuntate, di comici pentastellati, di vendoliani tifosi di nolo uteri.

Nel 2016 aggiungevo anche che, mal che vada, avrei potuto dire di non aver votato in compagnia dei tifosi di un processato per sospette illegalità con minorenni, o in compagnia di chi vorrebbe tentare un altro referendum abrogativo della 194: che irosa armata di opposti estremismi!

Sarebbe irrilevante se qualcuno dei suddetti votasse SÌ al referendum 2026, avendo votato NO a quello del 2016: il presente mio criterio di vero-bene-giusto va oltre gli schieramenti ideologico-partitici perché si fonda sul suddetto pilastro.

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 2026.01.17; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: costituzione della Rep. italiana, cittadinanza; bene comune, male minore

 

2026.01.17 <foglio, fb> Marco Minniti (ex MinIntern/PD) spiega come la-riforma della magistratura renda l'Italia più moderna e rompa il potere delle correnti [CzzC: quand'anche non mi paresse sufficiente la sua chiara dimostrazione pro sì, potrei dimostrare l'opportunità di votare sì, osservando l'assurdità della posizione avversa quanto offende la libertà di espressione, ad esempio con la fatwa di  Tomaso Montanari (che si considera cadudem/Milani/RosiBindi) che sibila così: "il PD cacci chi vota sì"].