ultima modifica il 07/07/2019

 

Ferruccio Pinotti: massoneria: quanto conta in Italia e quanto influiscono i poteri forti ? "Fratelli d'Italia" (Rizzoli-Bur)

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Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

trassi da hwupgrade 07/03/2008

 

MASSONERIA: quanto conta in Italia e quanto influiscono i poteri forti ?

"Fratelli d'Italia" (Rizzoli-Bur)

 

Quanto conta oggi la massoneria in Italia? Qual è la consistenza di questo gruppo di potere nel nostro Paese? Chi occupa le posizioni chiave nella politica, nelle banche, nell’industria, nelle istituzioni? A queste domande cerca di rispondere Fratelli d’Italia (Rizzoli-Bur) di Ferruccio Pinotti, giornalista e autore di inchieste di successo come Poteri Forti (Rizzoli, 8 edizioni) e Opus Dei Segreta (Rizzoli, 6 edizioni). L’indagine di Pinotti apre per la prima volta uno squarcio sul potere massonico in Italia attraverso interviste esclusive, documenti inediti, atti giudiziari, approfondimenti tematici, testimonianze dall’interno. La premessa da cui parte l’indagine è il fatto che la massoneria, in Italia, è in grande espansione.

 

I dati ufficiali – forniti dalle stesse principali obbedienze massoniche – mostrano un trend di continuo incremento, in termini di consistenza numerica e soprattutto in termini di domande di ammissione. Le tre principali "comunioni" – Il Grande Oriente d’Italia (18.500 affiliati), la Gran Loggia Nazionale d’Italia (8.800), la Gran Loggia Regolare d’Italia (3.500 membri)– registrano una vera e propria "corsa al grembiulino", una diffusa voglia di "squadra e compasso", con oltre 2.000 domande di affiliazione l’anno. Sono perciò oltre 30.000 i massoni "regolari" affiliati In Italia. Un network potente e riservato: la massoneria resta una società iniziatica, nella quale persiste il vincolo al segreto. L’inchiesta di Pinotti affronta temi delicati come il rapporto tra massoneria e finanza; tra mafia e massoneria; e tra massoneria e ndrangheta. E approfondisce attraverso gli atti giudiziari le indagini più delicate: da quella sulla P2 all’inchiesta Cordova; dalle indagini di Woodcock all’inchiesta De Magistris.

Il grande viaggio di Pinotti nella massoneria inizia (prima parte) con un reportage intitolato "Nei segreti della massoneria": quattro grandi interviste esclusive, "narrate" e "filtrate" dell’autore, grazie alle quali il lettore entra dentro le questioni più spinose della massoneria italiana. Questo andando direttamente alla fonte, sentendo tre grandi figure, tre "grandi vecchi" che offrono importanti chiavi di lettura storica e analitica in merito alla massoneria italiana.

 

La prima intitolata "Le confessioni di un Gran Maestro", è un’ampia intervista a Giuliano Di Bernardo: l’ex Gran maestro del Grande Oriente d’Italia che ha abbandonato la massoneria del Goi nel 1993 durante l’inchiesta del giudice Cordova sui rapporti mafia-massoneria, fondando un’altra obbedienza. Di Bernardo offre chiavi di lettura assolutamente inedite per la comprensione della massoneria italiana.

 

Nella seconda grande intervista, "Le rivelazioni di un presidente della Repubblica", un esperto di "poteri forti" come Francesco Cossiga sulla massoneria spiega come la massoneria sia cresciuta in questi anni, il suo complesso ruolo in alcuni grandi misteri italiani, il controverso rapporto con la Chiesa.

 

La terza grande intervista è quella al capo della P2 Licio Gelli, 88 anni, che narra il suo incredibile percorso dalla guerra di Spagna al fascismo; dalla loggia P2 ai grandi misteri d’Italia, parlando delle più controverse vicende italiane e di molti protagonisti della storia italiana, da Ciampi a Berlusconi, da Andreotti a Paolo VI.

 

La quarta testimonianza, "Segreto di Stato" si pone su un piano diverso perché illustra, attraverso il racconto del fratello di una vittima, una terribile vicenda emblematica dell’intreccio tra massoneria deviata, potere politico, servizi segreti: il caso dei giornalisti Italo Toni e Graziella De Palo, scomparsi nel 1980.

 

La seconda parte, "Viaggio nella massoneria italiana", conduce per mano il lettore alla conoscenza delle principali obbedienze massoniche italiane. Si parte dal Grande Oriente d’Italia, con la partecipazione ai lavori della Gran Loggia che ogni anno vede riuniti migliaia di massoni. Qui è stato possibile raccogliere voci, opinioni, scoprire la presenza di nomi famosi. E intervistare estesamente il Gran maestro Gustavo Raffi sui temi più spinosi per la massoneria italiana.

 

L’inchiesta prosegue con la seconda grande "obbedienza", La Gran Loggia Nazionale d’Italia di piazza del Gesù. Una realtà di grande interesse, in quanto è l’unica comunione massonica che ammette le donne al proprio interno. Pinotti ha raccolto la testimonianza critica di una professionista che ne ha fatto parte e che ne è uscita. Ed una stimolante intervista con il Gran Maestro Luigi Danesin, che parla delle inchieste di Woodcock e De Magistris.

 

E’ poi la volta della Gran Loggia Regolare d’Italia, la massoneria sorta dalla scissione del Grande Oriente nel 1993 e oggi guidata da Fabio Venzi, il quale critica aspramente lo stile delle altre comunioni e spiega come sia necessario il ritorno alla tradizione massonica inglese.

 

Nella terza parte, il reportage di Pinotti si tuffa nel mondo dei rapporti tra finanza e massoneria. Attraverso un delicato lavoro di connessione di informazioni, testimonianze e documenti, questa parte dell’inchiesta cerca di tracciare la "mappa" degli uomini della massoneria che oggi detengono il potere nelle banche, nell’industria, nelle telecomunicazioni. Si parla dei rapporti con la massoneria di personalità come gli Agnelli (senior e junior), Vittorio Valletta, Enrico Cuccia, Eugenio Cefis, Cesare Merzagora, Guido Carli, Carlo De Benedetti, Angelo Rizzoli, Silvio Berlusconi.

 

Il tutto attraverso interviste esclusive e documenti, che conducono per mano il lettore dalle vicende finanziarie del passato a quelle del presente. Sconvolgente la testimonianza esclusiva intitolata "Le memorie di un banchiere".

 

Ecco alcuni titoli dei capitoli di questa sezione, quasi un libro nel libro: "I canali della ricchezza massonica"; "Grandi fortune all’ombra del compasso"; "I signori di Torino"; "Valletta, il supermanager massone"; "L’"educazione massonica" di Gianni Agnelli"; "I "fratelli" della grande finanza"; "Le rivelazioni di Florio Fiorini, il grande lavandaio"; "Finanza massonica coperta"; "Il banchiere di Dio e l’unto del Signore"; "La Banca Rasini e i Cavalieri di Malta"; "I soci siciliani"; "L’ingegnere, il banchiere e la massoneria"; "Il lungo duello tra l’Ingegnere e il Cavaliere"; "La pace tra i duellanti"; "Banche, giornali e muratori: gli scandali degli anni Duemila"; "Furbetti in grembiulino"; "Un patto oscuro"; "La sponda della finanza vaticana"; "Spioni e massoni: il caso Telecom"; "Tra affari e Palazzo: l’inchiesta di De Magistris"; "Le logge di San Marino e il comitato d’affari"; "Gli Illuminati della finanza"; "La connessione americana ed ebraica", "Memorie di un banchiere", "La trama svizzera e le operazioni coperte".

 

Nella quarta parte dell’inchiesta, "Massoneria e poteri criminali" l’inchiesta di Pinotti affronta il nodo del rapporto tra mafia e massoneria attraverso tre testimonianze forti: quella del pubblico ministero Luca Tescaroli (che si è occupato della strage di Capaci e del caso Calvi), quella dell’ex magistrato Carlo Palermo (vittima di un gravissimo attentato in cui hanno perso la vita tre persone) e quella del collaboratore di giustizia Vincenzo Calcara, l’uomo che doveva uccidere Borsellino. In questa parte figurano capitoli intitolati "Colletti bianchi tra mafia e massoneria"; "Uomini d’onore col grembiulino"; "Le minacce ad Ambrosoli"; "Mafia, massoneria e servizi deviati".

 

Un capitolo di questa sezione tocca un tema altrettanto delicato, quello del rapporto tra ‘ndrangheta e massoneria, attraverso le testimonianze del sostituto procuratore di Reggio Calabria Nicola Gratteri e di Antonio Nicaso, giornalista e scrittore da tempo attivo sul tema della ndrangheta.

 

Nella quinta parte, "Chiesa e Massoneria", l’inchiesta affronta il delicato tema del controverso rapporto tra libera muratoria e Vaticano. Attraverso un’analisi – condotta dal Gran Maestro Venzi - di documenti ufficiali della Santa Sede, di prese di posizione di pontefici ed alti esponenti ecclesiastici, viene tracciato il lungo "filo rosso", fatto di antagonismo ma anche di profonde concordanze, tra Chiesa e massoneria. L’indagine tocca i misteri della Loggia Ecclesia, di cui parlò Pecorelli in Op; e offre la testimonianza di don Luigi Villa, un sacerdote che ha dedicato tutta la sua vita a studiare la penetrazione della massoneria della Chiesa. Analizza inoltre il caso di padre Rosario Esposito, il sacerdote paolino che parla di grandi concordanze tra Chiesa e massoneria e che è stato recentemente nominato maestro massone.

 

Ma l’inchiesta analizza anche il complesso rapporto di pontefici come Giovanni XXIII, Paolo VI con la massoneria, così come l’atteggiamento di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.

 

Il testo si conclude con una ricca cronologia di fatti storici attinenti alla massoneria dal 1945 ad oggi. Ed è corredata da un utilissimo indice dei nomi, riguardante anche le note a piè di pagina, che in un gioco di contrappunto aiutano il lettore ad avere precisi riferimenti documentali. Le 750 pagine di Fratelli d’Italia di Ferruccio Pinotti rappresentano un’inchiesta senza sconti sulla realtà della massoneria italiana, ma anche uno sguardo obiettivo ad un fenomeno complesso, secondo le migliori tecniche del giornalismo investigativo anglosassone