modificato 24/10/2017

 

Presenza Eucaristica secondo Lutero

Correlati: salvezza, fede, Presenza; anticipazione cattolica 2 specie in ½ self service

Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

<settimananews 2016.09.08> anche per Lutero nell’eucaristia c’è una presenza “reale” del Signore, misteriosa, non fisica ma nemmeno puramente simbolica: Lutero si è anche scontrato duramente con il suo contemporaneo e riformatore svizzero Zwingli, che riteneva solo simbolica quella presenza.

Lutero prescrisse di usare pane e vino, ossia due specie, anziché solo pane come era in uso anche al suo tempo.

A Lutero non piaceva la spiegazione cattolica della transustanziazione: «Io dichiaro che tutti i postriboli, gli omicidi, i furti, gli assassini e gli adultèri sono meno malvagi di quella abominazione che è la Messa papista!» (Werke, t. XV, p. 774). In altre occasioni parlò meno da forsennato collerico e potremmo convenire: «Alcuni esercitano la loro arte e le loro sottigliezze per cercare dove rimane il pane quando è trasformato nella carne di Cristo e il vino nel suo sangue ... Basta che tu sappia che è un segno divino, in cui la carne e il sangue di Cristo sono veramente contenuti; come e dove rimettilo a lui». Quindi sarebbe ingiusto affermare che Lutero, trascurando la teoria della transustanziazione, negasse la presenza reale del Cristo nel segno eucaristico. [CzzC: aiutami a trovare: da chi ottiene il consacratore, secondo i Luterani, l’abilità a consacrare, a far accadere quella Presenza reale? Dal suo Vescovo? E il Vescovo da chi?]

Qui <ucebi> sono illustrati i quattro modi di intendere la Cena del Signore (o Sacramento dell’altare), che risalgono ai tre riformatori Lutero, Zwingli e Calvino e ai teologi anglicani del sedicesimo secolo.

 

 

08/10
2017

<foto>: pane a ceste in cena ecumenica sull’altare del Duomo di Trento. <riscossacristiana> titola “I vescovi italiani riabilitano Lutero”: