Il TEMPIO MASSONICO, il simbolismo del TEMPIO DI SALOMONE descritto dal GOI

[CzzC: traggo da ERASMO nov-dic2009: Gerusalemme è il centro dei Paesi civilizzati, da qui "Dio parte alla conquista del cuore dell'Uomo"; la "radice di tutto è l'Assoluto", ha precisato Abramo, "Ab soluto, sciolto; tale radice è sciolta, in una nuova dimensione metafisica, in un legame con l'Essere Supremo". "Per questo il massone ricerca la libertà utilizzando quel Tempio come simbolo, amalgamando filoni diversi di ricerca esoterica, che si innestano nelle radici muratorie". "La torah contamina, Gerusalemme contamina", caratterizzando e dando forma al "percorso dell'ebreo, come del cristiano e del musulmano, ma anche del templare e del massone, alla ricerca della parola perduta".

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Anno X - Numero 19-20-21 15 novembre -15 dicembre 2009

Il Tempio di Salomone nelle residenze romane cinque-secentesche

Villa il Vascello, sede nazionale del Grande Oriente d'Italia, ha ospitato il 29 ottobre un incontro per la presentazione del nuovo libro di Carla Benocci, "Nel Tempio di Salomone", nel quale è stata esaminata l'influenza di una simbologia proto-massonica nella pittura cinque-secentesca, all'interno di alcune residenze nobiliari romane. L'elemento dominante di tale simbologia è rappresentato dal Tempio di Salomone, come ha approfondito Giuseppe Abramo, Gran Segretario del Grande Oriente d'Italia, in un intervento appassionante e ricco di spunti iniziatici. Il Grande Oriente era rappresentato, inoltre, dal Gran Maestro Aggiunto Massimo Bianchi, che riportando i saluti del Gran Maestro Gustavo Raffi ha ricordato l'impegno della gran maestranza nel promuovere un'ampia e seria bibliografia sulla Massoneria. Bianchi, ribadendo l'importanza del sostegno economico e organizzativo nei confronti della scuola pubblica e della ricerca nel nostro Paese, ha rilanciato l'iniziativa di creare fondi di argomento massonico nelle biblioteche delle città italiane, per permettere ai giovani e agli studiosi di conoscere la nostra Istituzione e i valori che promuove e diffonde.

L'incontro è stato organizzato dal Servizio Biblioteca del Grande Oriente d'Italia ed è stato introdotto dal Bibliotecario Bernardino Fioravanti che, per l'occasione, ha riunito importanti storici dell'arte, quali Enrico Parlato, dell'Università della Tuscia, Enzo Borsellino, dell'Università di Roma Tre e Ingrid Rowland, della University of Notre Dame, oltre all'autrice Carla Benocci. Fioravanti ha presentato i relatori e la serata che è stata suddivisa in una parte iniziale dedicata al libro della Benocci e un'altra incentrata sul valore simbolico del Tempio di Salomone, condotta da Giuseppe Abramo. Mauro Lastraioli, presidente di Edizioni Erasmo, che ha pubblicato il volume, ha aperto gli interventi parlando della "curiosità intellettuale inesauribile" dell'autrice e dell'importanza dei "simboli nella cultura massonica per arrivare alle radici dell'uomo di oggi". Enrico Parlato, autore di un saggio fondamentale sul mito di Ermatena, figura che riunisce Ermete e Atena, sapienza ed eloquenza, ha approfondito nei suoi lavori il pensiero alla base delle opere che ornano i palazzi romani del Cinquecento, come il Palazzo della Cancelleria, Palazzo Corsini, Palazzo Cesi, fino ad arrivare al Casino Ludovisi del 1623. Tali radici affondano nel neoplatonismo, tornato in voga nel XVI secolo, per essere di nuovo accantonato durante le guerre di religione Secentesche e assumere rinnovato valore nel secolo successivo. Parlato ha studiato con particolare attenzione il Palazzo Farnese a Caprarola, da lui definito come "il più grande documento sulla pittura della seconda metà del cinquecento". A Palazzo Farnese, oltre ad Ermatena, spiccano nei dipinti altre divinità importanti come Angerona, dea del silenzio e della segretezza, ed Arpocrate, legato alla mitologia egizia, come Horus, figlio di Iside e Osiride.

Enzo Borsellino, ha realizzato un ampio studio su Palazzo Riario, detto anche Palazzo Corsini, nel quale una sola stanza è affrescata e riporta accanto alla figura di Salomone quella di Mose. Entrambi, ha spiegato Borsellino, sono stati usati dalla Chiesa Cattolica come baluardo contro la riforma luterana, al fine di rintracciare una continuità di legittimazione per il papato. "Il libro mi ha aperto una serie di prospettive", ha sottolineato Borsellino, rispetto al metodo "per le intuizioni, per i collegamenti", e per "l'originalità delle interpretazioni di queste bibbie iconografiche". "I committenti delle opere esaminate nel lavoro di Carla Benocci - ha continuato - sono legati "alla ricerca della sapienza, dell'operosità e del buon governo", come testimonia il collegamento tra il percorso iniziatico e le opere raffigurate nelle sale di tali Palazzi.

Ingrid Rowland ha descritto, con la brillantezza, la simpatia e la conoscenza che la contraddistinguono, l'influenza etrusca su Roma e sul papato. La storica ha descritto il ruolo giocato dal mito di Giano nell'opera di legittimazione del Papa, attraverso la costruzione di una discendenza che dallo stesso Giano conduce a San Pietro, passando per Noè, quindi attraverso il popolo ebraico e quello etrusco.

Carla Benocci ha centrato il suo intervento sull'influenza della riva destra del Tevere, nota proprio come la riva etrusca, sulla vita economica e politica della Città eterna. Tali luoghi sono stati caratterizzati, nei secoli presi in considerazione dall'autrice, da persone animate da una logica economica molto valida, ma non fine a se stessa, in quanto diretta verso un percorso di elevazione spirituale, rivolto a un'elite. Furono soprattutto toscani e genovesi a confrontarsi in quest'opera di spartizione del potere politico ed economico, legati, però, dalla comune aspirazione nel percorrere un cammino spirituale e sapienziale. "Ludovisi", ha spiegato l'autrice, "pacificò questo percorso complesso iniziato molto prima di lui e che, partendo dalle virtù sapienziali, passando per il gabinetto alchemico, il gabinetto di riflessione caravaggesco, sale una scala a chiocciola che conduce a una Loggia, parte di un tutto che vive in armonia".

Carla Benocci ha quindi ringraziato Gustavo Raffi e Giuseppe Abramo per averla sostenuta e supportata nel lavoro di interpretazione di quei simboli proto-massonici che testimoniano le radici antiche del percorso sapienziale che conduce alla ricerca dell'Essere Supremo. Il Gran Segretario, da anni impegnato nella ricerca e nello studio sulle radici della Libera Muratoria, ha centrato il suo intervento sul Tempio di Salomone, come simbolo più importante della fusione tra il pensiero ebraico-cabalistico e la Massoneria. Egli ha anche ricordato un precedente lavoro di Carla Benocci, proprio su Villa il Vascello, descrivendola come la "casa esteriore", in relazione al Tempio di Salomone, che "toccando corde più sottili, ci parla di un'altra casa, quella interiore, attraverso un linguaggio universale, quello dell'arte". Abramo ha quindi descritto il Tempio di Salomone, con la sua struttura, le dimensioni, le scale, le colonne, l'ingresso, invitando i presenti a guardarlo con gli occhi dell'immaginazione, fino all'ingresso al "Santo dei Santi", una porta che celava l'Arca dell'Alleanza, alla quale accedeva soltanto il sommo sacerdote e una sola volta l'anno. Il Gran Segretario, ha invitato chi lo ascoltava ad accompagnarlo in un percorso che conduce oltre la statica ricostruzione dei fatti, oltre l'esteriorità e la fisicità, per giungere alla dinamicità del simbolo, che si conquista per gradi. Per fare ciò, Abramo è partito da alcune domande: "perché le leggende massoniche fondamentali sono legate alla co-stazione del Tempio di Salomone? Perché tale Tempio è considerato il capolavoro dei costruttori, sebbene quest'arte fosse nata ben prima dell'ebraismo? Perché proprio Salomone, un uomo a lungo impegnato nella corsa al potere, alla glorificazione e al piacere personale? "Il Tempio", ha continuato Abramo, "è il simbolo della grande opera di edificazione del Tempio interiore, che rimarrà per sempre in costruzione"; Salomone venne dopo Saul, il Re tragico, e David, il Re forte, e fu impegnato per gran parte della sua vita a coltivare "il ramo orizzontale della squadra, rispetto a quello verticale", ma nonostante ciò arrivò ad intraprendere il percorso iniziatico che conduce ad ottenere la sapienza. A lui vennero attribuite elevate doti morali e libri sapienziali di grande importanza, nonostante si fosse circondato di un harem e nonostante avesse ricercato e ottenuto grandi ricchezze e potere; proprio a Salomone si lega il percorso di purificazione ed elevazione che partendo "dal nero dell'apprendista e passando al bianco del compagno, conduce all'oro del maestro".

 

20aa.mm.gg1 <yt> Telegiornale GOI. "Viaggio nel Tempio" in studio Morris Ghezzi. Il Tempio è squadrabile in una piazza o in qualunque altro posto; collocato all’interno di edifici, aree delimitate, ma non è una stanza, ha come confine i punti cardinali, si estende all’infinito nello spazio planetario, come indica la simbologia: si entra attraverso due colonne, Yakin e Boaz <simbol> le due colonne del Tempio di Salomone ...