modificato 22/01/2017

 

Il grande scandalo dei fondi ebraici dormienti nelle banche svizzere

Correlati: finanza cinica profittò anche delle vittime della shoah

Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

Dopo gli US (dove le banche gestiscono 49T$) e la Uk (13T$), la Svizzera con 11T$ è la terza piazza finanziaria al mondo. [CzzC: pensa che casino avrebbero fatto i cattofobici, se avessero trovato nelle banche vaticane anche solo un centesimo del turpe deposito svizzero grondante di sangue ebraico, mentre contro quei turpi gnomi, quasi nulla; guarda caso da quei sinistri bagliori viene il più delle false accuse a Pio XII in relazione agli Ebrei]

 

 

Trassi da informazione corretta che trasse da LIBERO del 30/03/2009, a pag. 25

- L’8 gennaio 1997 Christoph Meili, il 41enne guardiano notturno dell’Ubs di Zurigo, decise di portarsi a casa i faldoni, nascosti dall’Union Bancaire Suisse, con i dati dei conti dormienti degli ebrei vittime dell’olocausto nazista, il grande scandalo dei fondi ebraici dormienti nelle banche svizzere, che le medesime si rifiutavano di restituire agli eredi dei titolari sterminati nella Shoah; accusato per aver violato il segreto bancario, era fuggito negli Usa per evitare l'arresto.

- In seguito Meili dichiarò di essere stato “abbandonato” dalle organizzazioni ebraiche e nel 2003 confidò «Ho perso tutto, famiglia, amici, patria. Non rifarei più quello che ho fatto, il prezzo da pagare è troppo alto» in un'intervista alla Radio Svizzera Italiana. [CzzC: per forza: non pochi dei banchieri e funzionari che erano a conoscenza del turpe deposito erano ebrei]

 

Trassi da qui che trasse da <onlinejournal>:

- L’industria dell’olocausto libro del 2000 di Norman G. Finkelstein sull’intricata vicenda; l’autore confessa:

- penso che sia uno degli aspetti più sconvolgenti dell’Industria dell’Olocausto, il fatto che le vittime della persecuzione nazista si fidino più del governo tedesco che delle organizzazioni ebraiche”;

- nel 1998 le banche svizzere restituirono 1,25 miliardi di dollari alle organizzazioni ebraiche per i conti correnti dormienti degli Ebrei, ma sarebbe stato opportuno che il caso fosse stato gestito dal Tribunale internazionale per la risoluzione dei risarcimenti, e non dalla World Jewish Restitution Organization (‘Organizzazione mondiale ebraica per la restituzione’).

 

Trassi da israelshamir.net del 17/10/2001: Israel Shamir spiega parte dell’intricata vicenda

- Incipit: “I depositi delle vittime dell’Olocausto nelle banche svizzere sarebbero un mito” secondo il London Time del 13 ottobre 2001, che calerebbe il sipario su uno dei più clamorosi e spregevoli episodi di estorsione e rapina.

- End: questa storia dimostrerebbe che quelle idee sono tutte in funzione degli interessi degli autoreferenziali dirigenti ebraici, perché possano continuare a fare quella  vita comoda alla quale sono abituati. Per quanto riguarda la gente normale di origine ebraica, è venuto il momento di abbandonare queste costose illusioni sulla solidarietà ebraica.

 

Trassi da ospitweb.indire.it del 13/12/2009

- Rapporto 2002 della commissione Bergier sulle autorità elvetiche. Veniva messa una "J", Jude – giudeo, ebreo in tedesco - marchio indelebile sul passaporto e, almeno uno su tre, veniva ricacciato indietro da dove era venuto invocando asilo: sarebbe stato condannato a morte quasi certa nei lager di Hitler.

- La gente non poteva rendersi conto di ciò che accadeva nella vicina Germania circa l’orrore indicibile dell’olocausto, ma chi governava la Svizzera sapeva, almeno da un certo momento in poi. "Il governo di Berna – neutrale – creando ulteriori ostacoli agli ebrei in fuga, contribuì a far sì che il regime nazista raggiungesse i suoi obiettivi".

 

Trassi da disinformazione che trasse da www.telegraph.co.uk/news/ del 25/07/2004

- La sussidiaria londinese della seconda maggior banca israeliana è sotto inchiesta per alcuni milioni di sterline appartenute a vittime dell’Olocausto. Ispettori della Knesset, il parlamento israeliano, stanno esaminando la documentazione  sui conti della Banca Leumi tra il 1933 e il 1941. Un rapporto suggerirebbe come il denaro delle vittime dell’Olocausto sia stato trattenuto a Londra. La banca ha respinto queste accuse dichiarando di cooperare volontariamente con gli investigatori.

- Il capo degli ispettori, Yehudah Barlev, ha dichiarato di aver identificato il mese scorso nella banca Leumi più di 180 conti dormienti e sospetta di un altro centinaio per un deposito di decine di milioni di sterline. Ha riferito al comitato della Knesset come: “L’evidenza suggerisce che la banca era a conoscenza di questi fondi ma non li ha resi disponibili ai familiari delle vittime.”