Il voto a Cristo Re divide le parrocchie

così titola il Trentino Corriere delle Alpi 2012.11.21, che cita anche la mia pagina SvotoRov

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 29/12/2023; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: voti, feste e segni cristiani; illuminata eterodirezione?

 

2012.11.21 traggo da TRENTINO Corriere delle Alpi, commento e, per trasparenza, invio i commenti all’autore chiedendogli … (continua qui)

Il voto a Cristo Re divide le parrocchie

Interviene il vescovo con una lettera: «Esorto sacerdoti e laici a celebrare assieme i Vespri in spirito di comunione»

voto a Cristo Re polemiche tra Vescovo, Decano, Santa Maria

di Giancarlo Rudari

 

ROVERETO. E’ stato necessario l’intervento dell’arcivescovo Luigi Bressan con una lettera inviata “alle comunità cristiane di Rovereto” (e pubblicata sul bollettino interparrocchiale) [CzzC: trucco di anacronismo: molti lettori crederanno che il Vescovo abbia inviato la lettera in questi giorni, mentre si era mosso con largo anticipo in estate; vedi Comunità in cammino di settembre] per evitare (o per sanare, a seconda dei punti di vista) una spaccatura tra le comunità cristiane della città in occasione della celebrazione di domenica di Cristo Re. Una celebrazione particolare per Rovereto visto l’atto di consacrazione, votato dal consiglio comunale nel 1946 (per ringraziare Dio perché il centro è stato risparmiato dai bombardamenti), proprio a Cristo Re. E ora, proprio su questo atto, si sono scatenate le divisioni tanto che ha dovuto intervenire il vescovo.

 

Perché? Perché la parte più tradizionalista del mondo cattolico, che in questo caso fa riferimento alla parrocchia di Santa Maria con don E.F., [CzzC: vedi, don S*, come i giornali della cultura dominante enfatizzino la divisione tra conciliaristi di continuità e conciliaristi di rottura categorizzandoli in tradizionalisti e modernisti con la solita semplificazione partitica da stadio. Non vedi che di Cristo non gliene frega nulla a questi commentatori se non quando vedono polli cristiani beccarsi tra di loro come quelli di Renzo, e si godono quel gratuito birdwatching?] avrebbe voluto ricordare quel gesto con iniziative proprie e con una particolare solennità visto che il decano don S.N* avrebbe preferito non enfatizzare troppo i toni e il linguaggio aulico fuori dal tempo usati nell’atto di consacrazione della città a Cristo Re. Due visioni diverse che, inutile negarlo, hanno provocato frizioni e divisioni. A quel punto necessario l’intervento di monsignor Bressan per cercare di mettere fine al “caso” con una lettera nella quale ricorda come Rovereto si sia distinta «per un’accentuata devozione a Cristo Re, trovandone un’espressione anche nella consacrazione espressa nel sindaco dell’epoca nel 1946. In seguito la comunità cristiana ha pensato bene, pur non esistendo un impegno formale, [CzzC: davvero nessun impegno formale fu preso dal Civico Consiglio del 1946 e dalla chiesa di allora?] di avere una celebrazione solenne in forme che hanno subito mutamenti nel tempo... Poiché di domenica non vedo opportuno che si moltiplichino semplicemente le celebrazione eucaristiche» fa presente l’arcivescovo il quale dice sì di sottolinearla in ogni messa «per ritrovarsi poi tutti nel pomeriggio per i Vespri che saranno pregati in forma solenne... Al termine della preghiera dei fedeli ci sarà una preghiera speciale per la città di Rovereto (e quindi non più la lettura dell’atto di consacrazione del tempo ndr)... Al riguardo il Concilio esorta ad avere testi conformi alla liturgia affidandone ai Vescovi l’ultima responsabilità» (infatti la preghiera speciale è stata approvata da Bressan). [CzzC: preghiera che non nomina Rovereto]. Infine un appello: «Nella mia responsabilità di Pastore, esorto con pressante sollecitudine i sacerdoti, i laici e i responsabili delle varie aggregazioni di Rovereto ad attuare questa modalità celebrativa in spirito di comunione...». E l’appuntamento per tutta la città, con un’unica celebrazione, è alle 17 per i Vespri in San Marco.

Ma non a tutti è piaciuta la “linea morbida” di decano e vescovo tanto che è nato un sito “SvotoRov” dai toni duri e da oltranzisti: [CzzC: prova ad immaginare con che aggettivi descriverebbe i toni dei conciliaristi di rottura] «Come si svincola il voto a Cristo Re... e più oltre si arriverà a svincolare anche il voto a Maria Ausiliatrice se non risultasse remunerante politicamente come sagra?».

[CzzC: lo sa, Rudari, che fu proprio don S.N* ad ipotizzare lo svincolo del voto a Maria Ausiliatrice 5 Agosto? Con questo scritto: «oggi viviamo in un contesto laico. È quindi giusto chiedersi se oggi questo voto sia ancora valido, su quale senso abbia in un contesto diverso».

Lo sa che, forse anche temendo meno remunerazione turistico-politica se si fosse avverata la suddetta ipotesi, è stata varata una nuova valorizzazione della SAGRA con la cena in tavolata lungo via della Terra dopo la Processione?]