modificato 23/06/2016

 

Per Lutero la lettera ai Galati facoltizza disobbedienza al Papa

Correlati: virtù della disobbedienza al magistero petrino, Leitmotiv L3;

Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

<sussidiario 17/06/2016>: Che cosa pensare di coloro che "da destra" o "da sinistra" affermano la liceità di poter rifiutare il Magistero petrino ordinario? Costoro citano testi di teologi antichi che in genere partono dall'incidente di Antiochia" descritto nella Lettera ai Galati in cui san Paolo "resistette in faccia" al primo Papa, San Pietro, in materia di separazione della mensa - che Paolo rifiutava - fra cristiani convertiti dall'ebraismo e cristiani convertiti dal paganesimo che non osservavano le prescrizioni alimentari ebraiche. È noto che Martin Lutero (1483-1546) considerava la  Lettera ai Galati (sul rapporto tra fede e legge) come "la sua sposa spirituale" e pensava di trovarci la prova che era lecito rifiutare gli insegnamenti dei Pontefici  (Galati 2:11: “Ma quando Cefa venne ad Antiochia, mi opposi a lui a viso aperto perché evidentemente aveva torto.”)

Riportando la discussione sul caso di Antiochia nata dal monumentale commentario della Lettera ai Galati, e citando Heinrich Schlier (1900-1978), un grande teologo protestante che proprio riflettendo su quel testo si convertì al cattolicesimo, Cantoni mostra come ad Antiochia Paolo non rifiutò un insegnamento dottrinale di Pietro, ma un comportamento "politico" che considerava in contraddizione con quanto lo stesso Pietro insegnava. ... continua