modificato 18/10/2016

 

La Siria nel cuore del mondo, crisi angosciante

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Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

Estraggo da VT#2/2014 Pag 10: Attualità ecclesiale.

Il Santo Padre ha lanciato il suo unico, impressionante, fortissimo appello al mondo, ha pregato e digiunato ed ha così placato la tempesta, un cambiamento meraviglioso è accaduto, che ha calmato l'intera scena e la bufera che era in corso.

 

 

Pubblichiamo un ampio stralcio della lettera di auguri e d’informazioni sulla Siria da parte del Patriarca greco-cattolico Gregorio III, che risiede a Damasco.

 

Carissimi amici, questo è il terzo anno della crisi in Siria, che sta angosciando il mondo intero.

 

Il giorno di venerdì Santo scrissi una lettera al Santo Padre Francesco nella quale dicevo che lui stava percorrendo una Via Crucis di due ore al Colosseo ma noi, in Siria e nel mondo arabo, stavamo portando avanti una Via Crucis lunga, aspra, sanguinosa, penosissima da più di due anni ormai. Avevamo bisogno di qualcuno, di lui per la precisione, che ci aiutasse a portare la croce. È accaduto che non ho ricevuto alcuna risposta, sebbene fin dall'inizio del suo pontificato il Santo Padre abbia ripetutamente menzionato la Siria come "l'amata Siria" all'Angelus ed in altre occasioni. Poi, all'apice della crisi, nell'agosto 2013, il Santo Padre ha lanciato il suo unico, impressionante, fortissimo appello al mondo: nessun attacco militare contro la Siria ma piuttosto una sfida al mondo intero per il digiuno, la preghiera e la pace in Siria.

Ed il mondo intero, cattolici, ortodossi, anglicani, luterani, i vari gruppi protestanti, il consiglio mondiale delle chiese, le ONG, i musulmani, gli ebrei, i buddisti, tutti quanti hanno ascoltato la voce del Santo Padre e ne hanno seguito il messaggio.

Di lì a breve Ma'alula, una città simbolo della tradizione cristiana e della presenza cristiana in Siria da 2000 anni, è stata attaccata dai ribelli. A causa di quest'attacco, la Siria è balzata all'attenzione del mondo, principalmente a causa dei seguenti tre fattori:

- la minaccia di attacco mondiale verso la Siria;

- la caduta di Ma'alula come un grido di richiamo alla coscienza del mondo;

- l'appello del Santo padre per la preghiera, il digiuno e la pace in Siria, nel Medioriente (Palestina) ed in tutto il mondo.

In questo modo un cambiamento meraviglioso è accaduto, che ha calmato l'intera scena e la bufera che era in corso. Ciò mi ha ricordato la burrasca del Mare di Galilea in Palestina quando Gesù venne e placò le onde: questa volta è stato il nostro Papa Francesco che è venuto, ha pregato e digiunato ed ha così placato la tempesta.

Tutta la Chiesa e il mondo intero si sono uniti a lui sulla via della pace e della ricostruzione di un futuro migliore per le nuove generazione in Siria e nel Medioriente. Cari amici, estendo a voi lo stesso appello che ho rivolto a Papa Francesco: portare insieme a noi la croce della Siria. Aiutate la Siria a tornare sulla via del gioioso mattino della resurrezione!

Il 18 settembre 2013 sono stato invitato ad un'assemblea del consiglio mondiale delle chiese a Ginevra. In quell'occasione ho avanzato i seguenti consigli:

- organizzare un'ampia campagna di informazione a livello locale, regionale e globale;

- propugnare nessun intervento armato, nessun approvvigionamento d'armi, nessun terrore, nessuna guerra;

- appellarsi piuttosto alla riconciliazione, al dialogo, alla pace; spianare la strada per il Ginevra 2, negoziati diplomatici che pongano termine alla crisi in Siria;

- più sforzi comuni per continuare a fare sì che i cristiani e i musulmani possono vivere insieme nel Medio Oriente: questa è la condizione per un autentico, globale dialogo fra cristiani e musulmani.

Questo è il futuro che ci auguriamo e queste sono le linee guida che consentiranno di non far spegnere la fiamma della speranza.

Gregorio III

Patriarca greco-cattolico d’Antiochia e di tutto l’Oriente, d’Alessandria e di Gerusalemme