Caro direttore de l’Adige, non barare tra valori assoluti e relativi (DENSITÀ) supponendo che non ce ne accorgiamo

Uno dei classici trucchi (inganni) dialettici è configurato dal confondere la misura assoluta di un fenomeno con quella relativa, cioè con la densità del fenomeno rispetto alla popolazione di riferimento, sperando che i lettori/uditori non s’avvedano dell’inganno: nella fattispecie mi capitò di sgamare nientemeno che il direttore de l’Adige

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 18/11/2018; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: trucchi e inganni, immigrati irregolari; la matematica non è un’opinione, ma ...

 

2000.08.gg trovo pubblicata la lettera del 01

 

↑2000.08.01 [CzzC: Egr. Sign Paolo Ghezzi, Direttore de l’Adige: a pag. 17 sotto il titolo “delitti degli immigrati”, rispondeva alle opinioni di Federico e Filippo Prati affermando che i delitti commesse dai “nostri” anziché dagli allogeni, sono un evento statisticamente più frequente.

Pur rischiando di passare, non volendo, per sostenitore delle opinioni di Federico e Filippo Prati, mi permetta, caro Direttore, di sgamare l’inganno contenuto nella suddetta affermazione, perché, se rapportiamo i delitti degli immigrati alla loro densità sulla popolazione, il loro livello di delittuosità appare ben superiore a quello dei nostri ed ulteriormente superiore se considerassimo la delittuosità degli immigrati irregolari.

A casa mia gli immigrati sono rispettati e talvolta pure ospitati a tavola: condannano al pari nostro i delinquenti e, consapevoli che il delitto degli “allogeni” capita in proporzione molto più spesso di quello degli indigeni (per proporzione s’intende tenendo conto del rapporto allogeni/indigeni sull’intera nostra popolazione), lamentano che ciò nuoce all’immagine dei tanti immigrati regolari che collaborano con gli indigeni rispettando parimenti le regole della civile convivenza.

Al Suo posto avrei tralasciato l’avverbio “statisticamente” piuttosto che usarlo a sproposito (come per illuminare l’opinione con un’apparente oggettività scientifica, invero tradita qui proprio dalla matematica) supponendo che i lettori non s’avvedano del trucco CzzC – Rovereto]