modificato 12/12/2016

 

Fedeli fino alla fine: 22 operatori pastorali uccisi nel 2013

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Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

Sono 22 gli operatori pastorali uccisi nel mondo nel 2013, il doppio del 2012: si tratta per lo più di sacerdoti: in America Latina si uccide per reati comuni e per le denunce contro i narcos; in Africa prevalentemente per intolleranza religiosa; in India per le persecuzioni contro i cristiani a causa dell'esasperato nazionalismo

 

 

Estraggo da VT#2/2014 Pag 10: Attualità ecclesiale

 

Il maggior numero di omicidi si registra in America Latina, che per il quinto anno consecutivo detiene questo triste primato. I loro nomi e profili sono contenuti in un dossier dell'Agenzia Fides. Si tratta di vite scandite dall'annuncio del Vangelo e spezzate da brutali omicidi. Alle vittime del 2013 (19 sacerdoti, 1 religiosa, e 2 laici) va aggiunto un altro omicidio nella notte tra il 31 dicembre e il primo di gennaio 2014, costato la vita ad un sacerdote in California. Nella maggior parte dei casi i delitti si sono verificati in seguito a tentativi di rapina o di furto, in contesti di degrado economico e culturale. Il più giovane è un laico filippino di 26 anni, il più anziano un prete colombiano ucciso a 84 anni.

In Africa sono stati assassinati un sacerdote in Tanzania, una religiosa in Madagascar, una laica in Nigeria.

In Asia le vittime sono un sacerdote in India, uno in Siria e un laico nelle Filippine.

In Europa è stato ucciso un sacerdote in Italia, precisamente a Trapani in Sicilia. È stato, colpito mentre dormiva in canonica. Risultano tutt'ora sconosciuti autori e motivi. L'altra italiana vittima della violenza, deceduta l'8 ottobre scorso, è Afra Martinelli, missionaria laica di 78 anni, originaria di Civilerghe in provincia di Brescia, trovata con il capo fracassato da un macete nella sua stanza all'interno del Centro di informatica per giovani, “Regina Mundi”, da lei fondato in Nigeria. Il Papa l'aveva ricordata all'Angelus del 20 ottobre.

In America Latina si uccide per reati comuni e per le denunce contro i narcos. In Africa prevalentemente per intolleranza religiosa; in India per le persecuzioni contro i cristiani a causa dell'esasperato nazionalismo.

Nel 2013 è stato aperto il processo di beatificazione di sei missionarie italiane delle Suore delle Poverelle di Bergamo, morte nel 1995 nel Congo dopo aver contratto il virus dell'ebola, piuttosto che lasciare la popolazione priva di assistenza sanitaria. È stata conclusa inoltre la fase diocesana del processo di beatificazione di Luisa Mistrali Guidotti, uccisa nel 1979 nell'allora Rhodesia mentre accompagnava all'ospedale una partoriente.

Nel Rapporto Fides non viene usato deliberatamente il termine “martiri”, se non nel suo significato etimologico di “testimoni” per non entrare in merito al giudizio che la Chiesa potrà dare su alcuni di loro.

Sempre nel 2013 è stato avviato il processo diocesano per la causa di beatificazione di padre Mario Vergara, missionario del Pontificio istituto missioni estere, e del catechista Isidoro Ngei Ko Lat, assassinati in odio alla fede in Myanmar nel 1950, mentre lo scorso 25 aprile è stato beatificato don Pino Puglisi, ucciso nel 1993 dalla mafia.

Desta poi preoccupazione la sorte di numerosi operatori pastorali sequestrati o scomparsi, dei quali non si hanno più notizie, suore, sacerdoti, vescovi e laici in Siria, un sacerdote e tre presbiteri congolesi. “In duemila anni sono una schiera numerosa – ha affermato Papa Francesco – gli uomini e le donne che hanno sacrificato la vita per rimanere fedeli a Gesù Cristo e al suo Vangelo”.

In Camerun, infine, è stato liberato, nei giorni scorsi, il sacerdote francese “Fidei Donum”, padre Georges Vandenbeush, rapito il 13 novembre scorso nella sua parrocchia.

Alle persecuzioni contro i cristiani ha fatto riferimento nei suoi discorsi natalizi e in occasione della Giornata mondiale per la pace, ancora il Papa, ricordando le persecuzioni in atto e gli sconvolgimenti in Medio Oriente e in altri Paesi come il Pakistan e l'India. Grande inquietudine continuano a destare gli attentati in Iraq, i bombardamenti in Siria e negli ultimi giorni in Libano. C'è dappertutto una forte preoccupazione, in tutte le confessioni, sia tra i musulmani, sia sciti che sunniti, che tra i cristiani.