modificato 22/11/2017

 

Cinema 11 settembre 1683 su Marco d’Aviano

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Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

”11 settembre 1683” film di Renzo Martinelli su Marco d’Aviano e l’assedio di Vienna del 1683. Se è stato un flop nelle sale, non piangiamoci addosso, ma ...

L'Amico del Popolo LONGARONE 30/05/2010 - Dopo Vajont e Barbarossa, Il nuovo kolossal di Renzo Martinelli 

Nasce un film dedicato a Marco d'Aviano

Il frate cappuccino che animò la resistenza durante l'assedio di Vienna del 1683

1 settembre 1683": questo il titolo del nuovo film kolossal, dal costo stimato di 12 milioni di euro, dedicato alla figura di padre Marco d'Aviano. Il regista sarà Renzo Martinelli, che dopo "Barbarossa", uscito nel 2009, vuole cimentarsi con un altro grande personaggio del  passato, ovvero il piccolo-grande frate che realizzò la "Lega santa", l'alleanza che consentì alle truppe cristiane di respingere l'assalto delle armate ottomane a Vienna | nel 1683. L'annuncio è stato dato dallo stesso regista e pare che le riprese inizieranno nel marzo2011 con un cast internazionale, per il quale si sono fatti i nomi di Adrian Brody, Harvey Keitel, Murray Abraham e Paul Sorvino.

   Ma siamo sicuri che sia stato proprio Martinelli a scegliere il nuovo soggetto? Sembrerebbe davvero il contrario: "Sono i film a scegliere me - ha dichiarato il nostro - e in questo caso è stato alla prima mondiale di Vajont, quando lassù sulla diga ho sentito il suo nome per la prima volta. Pioveva che Dio la mandava da un paio di giorni e si temeva per la proiezione all'aperto. Un assessore mi si è avvicinato dicendomi: non si preoccupi, ci aiuterà Marco d'Aviano. Chi è? Pensavo mi prendesse in giro, invece per quattro giorni ci siamo goduti lo spettacolo sotto un cielo di stelle. Ovvio, mi sono incuriosito".

   E dunque proprio in quell'occasione è nata la voglia di fare un film su questo frate cappuccino che, per usare le sue stesse parole, "ha sguainato la croce per lanciare dalla collina di Kahlemberg l'attacco definitivo che ha ricacciato i musulmani nella notte fra l’11 e il 12 settembre". E che si sia trattato di un avvenimento epocale, capace di plasmare la nostra stessa contemporaneità, Martinelli non ha dubbi: "Se in Italia le donne non portano il chador o il burqa è grazie a lui e agli uomini in arme di Leopoldo I d'Asburgo".

   Dice inoltre di essere stato molto impressionato da "Braveheaft", dedicato all'eroe dell'indipendentismo scozzese e che proprio quella straordinaria pellicola con Mel Gibson gli fa pensare che si possa costruire un film simile per ritmo e spettacolarità su Marco d'Aviano e la sua vita.

   E per finire ha pensato ad una "provocazione" clamorosa: comprare una pagina intera di "Variety International", il simbolo stesso del mondo di celluloide, per scriverci sopra una semplice frase: “11 settembre 1683: attacco musulmano a Vienna (non si dimentichi che Maometto IV la chiamava “la mela d’oro”); 11 settembre 2001 attacco alle Torri Gemelle (la "Grande Mela"). Marco d'Aviano, il film! Per informazioni rivolgersi a... ecc. ecc".

   Ricordiamo che Renzo Martinelli ha debuttato nel 1994 come sceneggiatore e regista con "Sarahsarà", ma si è fatto veramente conoscere col discusso "Porzus" nel 1997. Nel 2001 ha ottenuto grande successo con "Vajont", il film sulla tragedia della diga, cui sono seguiti "Piazza delle cinque lune" nel 2003, "Il mercante di pietre" nel 2006, "Carnera - The Walking Mountain" nel 2007, fino al "Barbarossa" dello scorso anno.

   Il soggetto vede il giovane Carlo, figlio di un agiato mercante veneziano, salvato dall'intervento di Karà Mustafà, un moro, che diventerà suo amico. Poi però i due ragazzi si perdono di vista: Carlo diventa frate e Mustafà si dedica al mestiere delle armi. Una ventina di anni dopo i due si ritrovano su fronti opposti: l'uno sta a Vienna a capo dei cristiani, l'altro, invece, alla guida dell'esercito del sultano Maometto IV. E proprio in quella notte dell'11 settembre, Mustafà vede l'ex compagno, ora conosciuto come Marco d'Aviano, in testa alla collina che brandisce la croce e che chiama i suoi uomini alla vittoria. Non vogliamo svelare ulteriormente la trama, anche perché il film è tutto in fieri, con il set che si alternerà tra Vienna e Istanbul.

   Solo una cosa vorremmo suggerire a Martinelli, che forse non la sa e che riguarda il Bellunese.

   Nella chiesetta di S. Anna a Rizzios (Calalzo di Cadore) è conservato in una teca di legno il sacro paramento del beato Marco che probabilmente lo stesso re Sobieski sollevò con le sue mani, come era abitudine fare, nel corso dell'officiatura in quell'alba memorabile della battaglia.

   La teca riporta la scritta "Al venerabile Padre Marco d'Aviano" e "I Cappuccini veneti al loro confratello", ma non si sa esattamente come il cimelio sia arrivato fin qui. Forse il frate Antonio Maria, fondatore della Confraternita dell'Immacolata a Rizzios, la ebbe in regalo o la comprò, magari da qualche confratello cappuccino: non va dimenticato infatti che padre Marco d'Aviano era stato guardiano presso il convento dei cappuccini di Belluno dal 1670 al 1672.

   La pianeta, corredata di manipolo e stola, è in seta nera per un verso, colorata per l'altro, poiché allora si usava confezionarle così, proprio per permetterne un uso diversificato. Chissà, magari Martinelli, nei meandri della sceneggiatura, potrebbe anche inserire questo particolare che ci tocca così da vicino...

Walter Musizza   Giovanni De Dona

 

 

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11/09/1683 attacco musulmano a Vienna - Marco d'Aviano frate chiamava alla vittoria