Un bambino israeliano assassinato non vale più di un bambino palestinese assassinato. Ma non vale neppure meno!
La suddetta affermazione sarebbe un valore NON NEGOZIABILE?
[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 2026.10.10; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]
Pagine correlate: opposti estremismi in Palestina e in particolare su Gerusalemme; colonialismo sionista, Hamas
↑2026.10.10 Concordo con.fb
«Una cosa NON dovrebbe essere NEGOZIABILE: un bambino israeliano assassinato
non vale più di un bambino palestinese assassinato. Ma non vale neppure meno!»,
ma tale affermazione resterebbe indimostrabile
logicamente a livello mondiale finché non fosse concordato a livello mondiale
quali siano i VALORI NON
NEGOZIABILI.
Ad esempio?
- esiste una religione i cui primari esponenti (da Al Azar a Tehran) si guardano bene dallo "scomunicare" mondialmente un correligionario che uccidesse al grido di Allah akbar anche un neonato degli infedeli
- esiste una religione per la quale, anziché la conciliazione o il perdono, vale come dovere morale l'«occhio per occhio» costasse uccidere migliaia di inermi avversari in rapporto 1:50 anziché in rapporto 1:10 come usavano le SS
Fu quasi irriso un Papa quando al Reichstag di Berlino, pur senza citare gli "innominabili" valori non negoziabili, osò affermare che anche in democrazia occorre fondare determinati valori perfino al riparo del criterio di maggioranza.
Quali sarebbero per me i valori non negoziabili?
A mio avviso UNO: la libertà di coscienza e di credo compresa la libertà di cambiare impunemente credo" (art. 18 della nostra dichiarazione universale dei diritti umani), valore dal quale discendono ad esempio
- la libertà di espressione (art.19) anche eccependo rispetto a espressioni o comportamenti di autorità civili o religiose
- la libertà di sposarsi senza limitazioni di razza o di religione (art.16);
perché ne discendono?
- se una persona non fosse libera di esprimere impunemente ciò che in coscienza ritiene giusto di affermare
- se una persona non fosse libera di sposare l'amata/o che preferisce,
sarebbe succube e sarebbe una falsità dire che è rispettata la sua dignità (Art.1) senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere (Art.2).
Chi non accettasse appieno tali valori (violati da certi regimi totalitari e anche da taluni piloti della religione di due miliardi di persone che si appoggiano ad una loro diversa dichiarazione dei diritti umani), alimenterebbe scontro di civiltà, maestri di odio e opposti estremismi inconciliabili proprio perché si nutrono di sistemi valoriali (non negoziabili) praticamente opposti, come a Gaza, purtroppo, e privi del concetto di perdono.
↑2026.09.23 <nigrizia, manifesto, fb> ieri a Roma, un anno dopo il primo raduno, un centinaio di sacerdoti e religiosi/e provenienti da diversi Paesi, sedicenti “Preti contro il genocidio”, hanno marciato contro la guerra a Gaza, passando per via della Conciliazione e come tappa finale simbolica sotto la sede di Leonardo S.p.A. Han portato un lungo sudario con i nomi di 330 bambini palestinesi e libanesi indicati dagli organizzatori come uccisi dopo i cessate il fuoco. Alle istituzioni chiedono di sospendere la vendita di armi a Israele e alla Chiesa chiedono di non voltarsi dall'altra parte. [CzzC: perché il Papa non ha ancora fatwato contro Israele come vorrebbero? Continua qui con #stragi, #genocidio; #eterodiretti per #illazionare la #Guida petrina come mai farebbe Pizzaballa?].