Msg a Michèle Leks: dica al suo amico fondamentalista che non spetta né a lui né a lei togliere la patente di cattolicità
A seguito dell'incontro 10/10 TN sul CV2° con De Mattei e Vareschi (qui locandina), mando a M. Leks miei appunti, esprimendo dissenso rispetto a suoi amici fondamentalisti che si arrogano il diritto di togliere patente di cattolicità: continua qui.
[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 2026.01.31; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]
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↑2012.10.12 Da: CzzC Inviato: venerdì 12 ottobre 2012
23:16
A: Michèle Leks
Oggetto: in rif a conferenza dibattito 10/10 Vareschi - De Mattei
Gent.ma Sig.ra Michèle
sono il Carlo che già Le scrisse[1] lo scorso 18/01 e che La salutò post conferenza-dibattito 10/10 sul CV2° con Vareschi e De Mattei, della cui organizzazione in tanti le son grati.
Mi permetto di disturbarla con UNA DOMANDA in tema, lasciandole la più ampia facoltà di ignorarmi, mentre con ciò non intendo sintetizzare i numerosi contributi apprezzati durante l'incontro forniti da ambo le parti a confronto e da numerosi interventi in sala (rileggerò i miei scarabocchi per rimeditare).
Circoscrivo la domanda al contesto di Silvano Bert, che intervenne dalla sala ricordando come pregevole testimonianza la visita che due consiglieri PAT fecero agli islamici di Trento in occasione della festa conclusiva del Ramadam, intervento interrotto dalla sentenza pronunciata in sala da uno che inveì così "ma quei due non sono cattolici", al che ebbe buon gioco sia Bert a replicare con toni sprezzanti sia Vareschi con un laconico "ha parlato l'inquisizione".
Come Le dissi a fine riunione, i seguaci di Cristo guidati da Pietro debbono avere il coraggio di tentare correzione fraterna agli errori, ma anche la premura di USARE CARITÀ nei contenuti e nei modi, non solo perché una mancanza di attenzione al riguardo è considerata spesso controproducente anche dalle ordinarie tecniche di comunicazione, ma proprio perché Cristo, il successore di Pietro e i Vescovi a lui strettamente uniti, ci insegnano continuamente quanto DANNO possano fare la dimenticanza della carità, la superbia, l'arroganza, la superficialità di giudizio, oltre che peccato.
Non conosco il fratello che inveì negando patente di cattolicità ai due politici, ma se Lei ne conoscesse l'ind-email le porrei questa domanda:
LE CHIEDEREI PER FAVORE di fargli avere questo mio tentativo di correzione fraterna
- caro fratello, ti sembrerò presuntuoso se oso tentarti una correzione fraterna per il ritiro della patente di cattolicità che comminasti ai due politici menzionati da Bert, ma la coscienza e l'intento di carità intellettuale-spirituale mi muovono anche in supero del rischio di apparirti presuntuoso o vanesio
- commettiamo errore noi laici o presbiteri quando ci esprimessimo pubblicamente in sottrazione di punti di cattolicità a fratelli battezzati, sostituendoci al Magistero che in merito ha competenza e solitamente sentenzia assai poco frequentemente, non per ignavia o tatticismo, ma per ragioni di opportunità (verso il bene comune e della nostra fede) che a me e a te potrebbero sfuggire;
- quei due politici hanno fatto una visita di cortesia e di riconoscimento giusta e doverosa non solo sotto il profilo istituzionale, ma anche sotto il profilo morale che accomuna tutti i cittadini nel perorare la pacifica e rispettosa convivenza tra diversi di ceto, di razza di fede, di cultura, tutti comunque fratelli creati ad immagine e somiglianza di Dio per chi crede, tutti cittadini di pari dignità civile per chi non crede;
- se i due nominati da Bert fossero battezzati, il loro gesto onorerebbe anche la nostra fede, che nella fattispecie avrebbe fornito loro un incentivo ulteriore per compiere quella visita, oltre alla motivazione istituzionale e filantropica;
- perché hai fatto quell'improvvida invettiva? Non solo per un impulso reattivo sconsiderato, suppongo, ma forse anche per un'educazione non del tutto conforme a quella sostenuta anche dal magistero petrino con gli appelli all'emergenza educativa e alla nuova evangelizzazione; non pensiamo che quando il Papa parla di emergenza educativa si riferisca solo a quelli che ignorano la nostra fede o a quelli che denigrano il Magistero della Chiesa cattolica: si riferisce a ciascuno di noi, sia come docenti, sia come discenti, e quindi la presente correzione fraterna tento anche ai tuoi maestri che ti avessero così educato e non corretto;
- i nemici dell'ermeneutica sostenuta da De Mattei avrebbero buon gioco a stracciare il tanto di buono proluso da lui rimembrando come botta esemplificativa dei suoi fans la tua sconsiderata uscita, e non mi stupirei che Bert[2] scrivesse, come solitamente fa sul settimanale diocesano, una lettera che porterebbe migliaia di lettori a schierarsi con lui, rigettando in toto la posizione di De Mattei semplicemente perché generante cotali cattivi frutti di intolleranza, visto che De Mattei non ti ha ripreso con l'efficacia che ha usato nell'osservare che l'islam per norma non rispetta la libertà di religione come il cristianesimo, il che trovo vero checché ne pensi diversamente Bert;
- considera assolutamente reciprocabile questo mio tentativo di correzione fraterna, e sappi che ti sarei grato se mi segnalassi e mi aiutassi a correggere eventuali miei errori
Un abbraccio fraterno con/per Cristo sul cammino di fede illuminato anche dal dono del Magistero petrino.
La ringrazio vivamente del confronto e La saluto fraternamente in Cristo.
P.S.: se rileggendo trovassi necessità di correggere o integrare, su questa pagina web potrebbe leggere qualcosa di diverso a distanza di giorni.
→ Nota1 Oltre a quanto le scrissi a suo tempo, le linko qui gli articoli che ho segnalato ieri agli amici del gruppo di mini rassegna stampa, dal che potrà evincere quanto mi sia cara la guida petrina del nostro cammino di fede e, dunque, quanto mi senta vicino a Lei e ai movimenti mariani e, per converso, quanto mi senta ferito dalle invettive del dissenso denigrante e, dunque, dispiaciuto per le sparacchiate di amici che incautamente potrebbero portare acqua al mulino di tale dissenso.
→ Nota2 Infatti 28/10 scrisse, ed
io gli risposi tentando correzione fraterna a lui come qui a Lei.
Il 08/11/2012 lessi su VT#44p38
Dialogo aperto, il Suo articolo Evangelizzatori
convertiti con cui rispose a Bert
che l’aveva chiamata in causa: una bella testimonianza personale la Sua, ma mi
sarei aspettato che entrasse di più in causa/merito delle argomentazioni con
cui la beneficò il noto tifoso dei teogliboni:
mi pare che Lei abbia lasciato al lettore l’impressione di essere carente di
argomenti contro-pertinenti; un vantaggio comunque lo si ottiene su VT con
sbilanciamenti di razionalità graditi alla linea editoriale dominante del
settimanale diocesano: aumenta la probabilità di esservi pubblicati con nome:
vedi il tacer che parla al 10/11/2012.