Silvano Bert il CV2° in tre mosse con Vareschi e De Mattei

Caro Silvano, permettimi di commentare alcuni tuoi passaggi sottolineando condivisione, ma anche ponendoti delle domande pro discernimento mio e di amici, senza smentire che, rivolgendomi così a te, ti sto tentando una correzione fraterna, peraltro assolutamente reciprocabile.

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 2026.02.18; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

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2012.10.28 Traggo da VT#42 28/10/2012 Pag 46: Dialogo aperto

18 OTT2012

Il Concilio in tre mosse

di Silvano Bert

Del Concilio Vaticano II si è discusso a Trento, in una settimana, in tre incontri. Tutti interessanti.

- “L'altro” è il tema di Religion Today al Museo diocesano. Brunetto Salvarani e Adnane Mokhrani affermano che il dialogo è un dovere teologico per i credenti di tutte le religioni, perché il pluralismo religioso (e culturale) è il contesto irreversibile in cui oggi ogni fede è vissuta.

- A “Un prete conciliare”, a dieci anni dalla morte, dedica la serata la parrocchia del Santissimo. Don Valerio Piffer emerge come un uomo che ascolta e che agisce, che sollecita all'impegno sociale e politico, a testa alta nel confronto con le autorità politiche e religiose. Con fiducia nei laici, in dialogo con i poveri, gli operai, i credenti in religioni diverse.

- “Fuori della chiesa non c'è salvezza” è invece il proclama del terzo incontro: una verità da difendere, assoluta e immutabile, quella elaborata dai papi nei secoli della cristianità. È questa la tesi del prof. Roberto de Mattei in “Una storia mai scritta”.

- Don Severino Vareschi è addirittura accusato di miscredenza quando, nello spirito del Vaticano II, afferma che l'origine dell'uomo (“Adamo”[1]) è un problema di scienza, su cui la Bibbia è incompetente. La folla applaude con foga quando si nega ai musulmani, nell'Italia cattolica, il diritto di praticare la loro fede, pubblicamente.
[CzzC: non mi pari sincero, Silvano, ero presente, e salvo distrazioni, non udii alcuno
negare ai musulmani, nell'Italia cattolica, il diritto di praticare la loro fede, pubblicamente].

DOMANDA_1: mi diresti per favore la frase virgolettata che sarebbe stata detta, passibile di questo tua grave accusa?

Invece, a mio avviso, avresti potuto citare altri applausi fuori luogo: io ho applaudito poco in quella serata, ad esempio applaudii quel giovane che sbottò così: «ero venuto qui per sentire parlare di CV2° ed invece mi pare che volete fare l’esame di maturità a Vareschi»; poi mi cascarono le braccia quando, mentre citavi il buon esempio di due consiglieri PAT che fecero visita agli islamici per la festa del Ramadam, fosti interrotto da uno che gridò sconsideratamente all’indirizzo dei da te nominati «ma quei due non sono cattolici» e Vareschi giustamente commentò «ha parlato il Sant’Uffizio»; scrissi alla Leks il mio dissenso verso cotale sconsiderata uscita, che ci ferisce come cattolici e deturpa la nostra testimonianza e la pregai di inoltrare il mio dissenso allo sconosciuto, supponendo che lei lo conoscesse; non ho avuto risposta].

- È in questo respingimento severo, infuriato persino, che si manifesta la “chiesa dell'anticoncilio”.
[CzzC: concordo con te che quello sconsiderato manifesta una chiesa dell’anticoncilio, ma non tutti i presenti ancorché stimatori di Leks e di De Mattei lo applaudirono; purtroppo chi pretende di essere più cattolico del Papa a volte le spara grosse non meno di quelli che irridono i papa-succubi].

- Sta infatti nel riconoscere la libertà religiosa come dignità umana l'aggiornamento del Vaticano II, una svolta che ci invita a uno sguardo nuovo sull'intera storia dell'umanità.
Come rispondere ai “movimenti” anticonciliari, rappresentati nella grande sala dell'Arcivescovile dal Movimento mariano di Michèle Leks, ma che si estendono ben oltre esso?
[CzzC: non conosco abbastanza bene il movimento della Leks per definirlo anticonciliare e mi asterrei da giudizi così perentori, perché ci sono autorità in materia più competenti di me e di te per etichettare in tal senso ermeneutiche diverse del Concilio: vedi i Lefebvriani].

- Il “tradizionalismo” fondamentalista va preso sul serio, hanno affermato i teologi Salvarani e Mokrani, l'uno cattolico, l'altro musulmano, perché, motivato dalla paura, fa della religione un'identità che si chiude in se stessa, disponibile in certi casi anche all'uso della violenza.
[CzzC: DOMANDA_2: portami un paio di esempi, Silvano, in cui un italiano fedele al Papa, ma che tu definiresti anticonciliare, abbia usato violenza fisica al prossimo per ragioni riconducibili al suo presunto tradizionalismo, mentre dovresti sapere, come ben sanno anche Salvarani e Mokrani, a quale scempio siano esposti milioni di innocenti cristiani nel mondo a motivo esplicitato da fondamentalisti della sharia, e forse per vergogna di suoi fanatici correligionari qualcuno accampa ipotetici rischi fisici da parte di presunti fondamentalisti nostrani; di quanto avviene all’estero da parte di qualche fondamentalista non cattolico siamo spiacenti come fratelli cristiani, ma non credo altrettanto responsabili, a meno che tu non dia ragione al tuo amico, gran maestro dello STAB, don Paul Renner, anche quando incolpa i cristiani anche delle persecuzioni subite: «I primi a scatenare l’odio religioso siamo stati noi cristiani ... quella tra una religione vera e tutte le altre false è una distinzione brevettata da noi cristiani. Oggi spesso proprio i cristiani ne pagano le conseguenze ma tutto era partito, scorrendo la storia, proprio da noi».

DOMANDA_3: condividi appieno questa sentenza di don Paul Renner?]

- I movimenti attirano anche i giovani, ma questo non basta per collocarli, come spesso è detto anche dalla gerarchia cattolica, fra “i frutti più belli del Concilio”. Ma quanto anche noi, che ci sforziamo di ispirarci al Concilio, testimoniamo il dialogo fra le religioni? Quest'anno, alla festa del Ramadan, quando l'iman ha dato la parola per un saluto ai rappresentanti della Chiesa cattolica, al Palatrento non si è alzato nessuno.
[CzzC: alla conferenza con de Mattei dicesti che ci sono andati 2 consiglieri PAT: DOMANDA_4: ho inteso male?].

- Il 27 ottobre saremo più numerosi alla giornata del dialogo cristiano-islamico, dedicato al tema della laicità? Verrà il prof. Renzo Gubert che, in polemica con Pier Giorgio Cattani, vuole imporre a tutti l'insegnamento confessionale della religione cattolica?
[CzzC: mi pare, Silvano, che tu stia usando un linguaggio polemico-partitico ingiustificato, alludendo surrettiziamente ad imposizioni che Gubert non farebbe semplicemente perché è un italiano, ancorché da te supposto conciliarista tradizionalista o magari anticonciliarista, che rispetta le leggi non meno di te ed anzi, non mi pare ricorra a denigrazioni che invece leggiamo da fratelli di fede sedicenti più adulti e democratici.
DOMANDA_5 ritieni Gubert capace di imporre un insegnamento confessionale in dispregio della legge? Che lo possa chiedere in supero della legge è lecito in democrazia, e sarebbe pure democraticamente lecito avere nelle scuole un insegnamento come a lui piacesse, dopo che avesse trovato una maggioranza che glielo approvasse in supero della legge attuale; campa cavallo; o riterresti lecite le decisioni democratiche solo se conformi al tuo gradimento?
Eventualmente se Gubert trovasse una sua maggioranza prevaricatrice sulle minoranze, potremmo ricorrere alla corte europea dei diritti dell’uomo: infatti, se in democrazia è lecita-legale qualunque decisione presa a maggioranza, non è detto che tutte le decisioni prese a maggioranza siano eticamente lecite, ad esempio sotto il profilo dei diritti umani fondamentali; ciò sarebbe evidente non solo perché sono sotto gli occhi di tutti le violazioni dei diritti umani perpetrate a maggioranza in nome della
sharia, ma anche perché lo stesso Papa al parlamento tedesco ha fatto (con riconoscimento universale delle menti di buona volontà, checché ne dica Umberto Eco), une delle più mirabili dichiarazioni sul rispetto dei diritti umani elementari, ponendo questo diritto al di sopra del criterio di maggioranza.

Non pretendo che tu mi risponda, sapendoti impegnato in altre priorità, ma avrai capito che mi farebbe piacere.

Chi io sia leggeresti qui, ma di più ti potrebbe dire Diego, cui chiesi di farmi da ponte a te.

A prescindere dall’esito, ti offrirei un abbraccio fraterno in Cristo, se non ti dispiacesse.

CzzC].

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Nota1: In relazione a sconsiderate uscite durante questa conferenza sul CV2°, Giorgio Grigolli ben ricorda che quella di Adamo non è storia ma metastoria e Adamo non è un nome proprio, ma il simbolo dell’umanità: analogamente si era espresso don Vareschi, beccandosi del miscredente da parte di qualche interprete letterale presumentesi più cattolico del Papa.