DON FARINA: come possiamo credere ancora a certe fandonie che ci vengono spacciate dalle alte gerarchie?

così sermonava, intervenendo ad un convegno a Trento/2009 per il ciclo “Religiosità, amori e diversità sessuali”, sintonico con lo spretato don Franco Barbero (n1939), noto per le sue critiche alla dottrina, liturgia e magistero della Chiesa cattolica, a causa delle quali fu dimesso dallo stato clericale da papa Giovanni Paolo II all'inizio del 2003.

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 2017.01.16; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: dissenso denigante, leitmotiv L5, pelagianesimo, peccato, chi è tra consacrati

 

2009.12.17 trassi da link_www.giornata.org ... 

Dettagli Pubblicato Giovedì, 17 Dicembre 2009 23:46

Riflessioni di Federica Mandato del gruppo Ressa di Trento

 

Voglio partire da un paradosso provocatorio: l’omosessualità non esiste! Così come non esiste l’eterosessualità, non esistono cioè gabbiette e scatoline chiuse in cui circoscrivere zoologicamente i nostri sentimenti e le dinamiche affettive ...

 

Don Franco Barbero nel suo intervento per il ciclo “Religiosità, amori e diversità sessuali” a Trento, ha ben chiarito questo concetto: «la chiesa e il Vaticano sono rimasti al medioevo, modello unico e unica natura. Mentre ormai la scienza come l’antropologia hanno ben chiaro che le nature sono molteplici. Se io volessi vivere come un omosessuale sarei contro natura, ma se un omosessuale volesse vivere da eterosessuale sarebbe contro natura parimenti, contro la “sua” natura. Quando negli anni ’80 volli intervenire ad un convegno con una relazione dal titolo ‘il dono dell’omosessualità’, questa gerarchia vaticana ben mi fece scontare le mie affermazioni, che mai dal canto mio ho rinnegato, perché non potevo andare contro la realtà e contro la mia coscienza di studioso e di ministro di Dio».

 

È un cambiamento di paradigma etico-sociale, potremmo dire. Uscire dal concetto di “peccato originario”, dove tutto è soggetto al male primordiale dell’uomo, inserito in un costrutto mitico, ben lontano da una verità rivelata e intoccabile.

A questo possiamo perfettamente accostare il commento di don Marcello Farina, nel suo intervento al convegno: «ci vogliono far credere che la bibbia indichi dei peccati là dove è evidente che si tratta di “racconti”, non di verità assolute e inconfutabili. Ormai ci sono studi di ogni sorta, tra biblisti, teologi e moralisti che fanno un’esegesi e una critica efficace e moderna ai testi sacri. Come possiamo credere ancora a certe fandonie che ci vengono spacciate dalle alte gerarchie e basarci sui passi biblici in modo letterale, per condannare certe categorie di persone: omosessuali, divorziati, preti con una relazione di coppia…?»

[CzzC: l'ira maledicente Sant'Agostino ti intorbidisce la vista? Forse nemmeno la mia è nitida, ma vedo che la da te vituperata gerarchia rispetta ogni persona, anche gli Lgbtq+, pur ritenendo non conformi al depositum fidei certe pretese così stravaganti che arrivano a legittimare l'u2g: tu le ritieni conformi?]