LA MORALITÀ È BASATA SULLA VERITÀ: principi di scienza morale secondo Rosmini
La presentazione rosminiana della scienza morale mi pare tra le più convincenti: mi piace questa sintetica inquadratura: la verità è il principio della morale e il riconoscimento della verità è il sommo genere dei doveri
[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 2025.11.30; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]
Pagine correlate: Rosmini, moralità, verità; «cielo stellato sopra di me, ...», circostanze; il fine giustifica i mezzi? Newman (≠Francesco Ghia?)
↑2025.11.30 traggo da un post di don Mario Proietti: siamo tornati nel luogo, Nicea, dove la Chiesa ha pronunciato la parola decisiva: “Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero". Papa Leone XIV sta riportando la Chiesa dentro il suo respiro originario. Qualcuno ha replicato che senza accettare subito il primato non può esistere unità: no; la vera unità nasce dalla confessione del Figlio consustanziale al Padre. È essenziale tornare a studiare, ascoltare, formarsi, maturare. C’è una teologia gridata che ferisce. C’è un ecumenismo di slogan che banalizza. C’è una fede polemica che diventa caricatura. La nostra responsabilità è altra: custodire la fede nicena e portarla nel mondo con intelligenza, umiltà e coraggio. Non si costruisce la comunione con la presunzione di sapere tutto. Si costruisce con un cuore che riconosce la verità e la vive come dono.
↑2023.05.03 <cl itaca> prefazione di Bergoglio al libro "Il senso religioso" di Giussani. «Come tutti gli atti tipicamente umani, la fede è ragionevole, cosa che non implica che possa ridursi a un mero raziocinio. È "ragionevole - forziamo l’espressione -, ma non raziocinante"». Chi sono? Perché la presenza del dolore e del male? Perché vale la pena di vivere? Sono domande che scaturiscono dalla esigenza di senso che da sempre urge nel cuore dell’uomo nelle varie culture: dalla risposta a tali domande non censurate dipende l’orientamento da imprimere all’esistenza. La ragione di cui sopra non si esaurisce nel metodo scientifico o filosofico; una ragione che, per arrivare alla conoscenza, esercita il vivere insieme ad compagnia vivace che, attraverso molteplici esperienze e segni, permette di arrivare a quella che Giussani chiama «certezza morale - esistenziale», che suscita stupore: solo nell’incontro si placa la mia sete. [CzzC: bello anche questo commento di Costantino Esposito, ma avrei preferito che distinguesse tra razionale e ragionevole come ha fatto Bergoglio].
↑2021.11.05 <tempi> Cattolico, quindi colpevole. Pell: «Benedetto XVI mi scrisse che avrei pagato per questo». 404 giorni di carcere per un abuso mai commesso. Il cardinale australiano presenta il suo libro "Diario di prigionia". «La fede mi ha salvato. L'occidente è nel caos ma la Verità della chiesa "funziona"»
↑2021.04.24 <ilpost google> Joe Biden ha usato la parola “genocidio” per parlare del massacro della popolazione armena compiuto dall’impero ottomano con inizio 24Apr2015: «Ogni anno in questo giorno ricordiamo le vite di tutti quelli che morirono nel genocidio armeno dell’epoca ottomana e ribadiamo il nostro impegno a impedire che atrocità simili accadano di nuovo». Nessun altro presidente americano in carica lo aveva riconosciuto in via ufficiale; prima di lui, soltanto Ronald Reagan aveva citato il «genocidio degli armeni» in un passaggio di un documento sull’Olocausto, nel 1981, ma in seguito non vi aveva più fatto riferimento. [CzzC: non capisco la sorpresa per la parola genocidio usata dal Presidente USA, senza ricordare che già nel 2019 il Congresso (la Camera a Ottobre, il Senato a Dicembre) aveva votato quasi all'unanimità tale riconoscimento; speriamo che la prolusione non celi pelosa strumentalità anziché moralità in ossequio a verità e giustizia]
↑2021.02.14 <fb> dalla conferenza stampa di Giancarlo Pajetta nel 1961 dopo il XXII Congresso del PCUS: <google, book> “Vi sono stati comunisti che avevano posti di responsabilità nel Pci e nell’Internazionale, i quali hanno denunciato certe situazioni in modo aperto e clamoroso. Per esempio Silone. Io sono lieto di non essere stato dalla loro parte. Sono lieto di aver letto in un discorso di Gomulka l’elogio di quelli che hanno taciuto, per non mettersi contro la Rivoluzione ed io tra rivoluzione e verità scelgo la rivoluzione”. Pajetta rinunciò bigottamente alla propria intelligenza difendendo l'eticamente indifendibile: anche i criminali?
↑2020.04.03 <l'Adige p15> Padre Erminio Gius studioso di bioetica interviene nel dibattito sulla necessità di fare una selezione tra i pazienti da curare, una scelta per il male minore, che è pur sempre un male - precisa p. Erminio - a priori non va esclusa alcuna categoria umana. Ma la politica non ha previsto questa emergenza». Richiama con rispetto il dibattito intercorso tra il primario Cembrani (dimessosi) e Geat presidente del comitato etico: occorrono alcune linee guida le quali, comunque, non devono mai trasformarsi in uno scudo protettivo dall'obbligatorietà del coraggio di scegliere, in condivisione con una équipe di medici, secondo scienza e coscienza ... occorre privilegiare i "saperi plurimi" per "pensare bene". Per questo può essere utile il pensiero di Mauro Ceruti, amico e noto epistemologo ... La Storia non sta andando verso il progresso garantito, ma verso una straordinaria incertezza ... dovremo "ridisegnare e reinventare" un linguaggio di verità che sia per l'uomo e non contro l'uomo.
↑2019.08.25 Viene solo DALLA NECESSITÀ LA VIRTÙ? Oppure viene anche da un sistema valoriale educante? Secondo Umberto Galimberti <fb.video> noi saremmo in decadenza di costumi come i tardo romani; gli immigrati arrivano invece con potenza biologica, sfidata dal pericolo di morire, e diventano imprenditori al posto dei nostri giovani; non esistono le virtù morali esistono le necessità che ti fanno virtuoso. [CzzC: convengo sul motto «fare di necessità virtù», e anche sulla possibilità che gli immigrati si sentano moralmente superiori e che il darwinismo sociale faccia leva sul diritto della forza, ma la civiltà cristiana proviene ben più da un sistema valoriale educante e può fare una bella differenza pro dignità umana in fraternità]
↑2014.04.07 <Rosmini verità e moralità>: C’è il pericolo, secondo Rosmini, di sostituire l'essere con una nostra finzione: "è dunque manifesto, che la verità è il principio della morale: e che il riconoscimento della verità è il sommo genere dei doveri.
↑2013.12.03 «il fine giustifica i mezzi?» Trovo aiuto al discernimento leggendo questa pagina da opusdei.org su moralità degli atti umani, l’oggetto morale, l’intenzione (volontarietà diretta e indiretta), le circostanze, la responsabilità (in negativo e in positivo/merito). Ma trovo che alcune definizioni non siano sufficientemente normalizzate e mi lasciano aperti dei punti di domanda; vedi anche formulazione rosminiana di moralità continua qui.
↑2009.08.20 Moralità è una vita fatta di "amore nella verità" di Dio e del prossimo: la moralità puramente terrena rischia di avere un fondamento friabile. [CzzC: continua con keys moralità basata su verità, «cielo stellato sopra di noi, ...», Caritas in veritate, circostanze, gradualità, relativismo, Newman]
↑2009.01.16 Corso su Rosmini di M.Pangallo. Preghiera di inizio corso.
06/02 Nuovo saggio sull'origine delle idee, note e quesiti a margine, appunti e commenti;
06/03: Principi della scienza morale; La virtù della prudenza
03/04 , Giudizio morale, appunti
↑2008.12.14 Miscellanea su Crociate, Galileo, Rosmini, diritti delle coppie gay, contraccettivi; discernere verità da tentativi di alimentare leggende nere anticattoliche.