Don Piero Rattin su QT nel 2004: LA FATICA DI ESSERE PRETE
Il lento e costante declino della Chiesa trentina in atto da qualche decennio, si è trasformato negli ultimi mesi in una vera e propria crisi. …Parte del clero si sente abbandonata, sfiduciata, stanca. «Avverto un disagio»: con queste parole don Piero Rattin apriva una sua lettera a Vita Trentina.
[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 2026.04.06; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]
Pagine correlate: come intende la profezia? Leitmotiv del dissenso
↑2004.12.24 trassi da QT n. 22, 24 dicembre 2004- La fatica di essere prete di Piergiorgio Cattani:
Il lento e costante declino della Chiesa trentina in atto da qualche decennio, si è trasformato negli ultimi mesi in una vera e propria crisi. …Parte del clero si sente abbandonata, sfiduciata, stanca. "Avverto un disagio": con queste parole don Piero Rattin apriva una sua lettera a Vita Trentina. Siamo andati a trovarlo ...
"Ho parlato di un disagio diffuso - ci dice con uno sguardo serio e rassegnato - che nasce dal distacco della base con il vertice della Chiesa; …”"Viviamo un momento di passaggio e di contraddizione. Ripetiamo che la nostra è una società post-cristiana, Bisognerà arrivare ad un momento di chiarezza".
[CzzC: segue Vignetta di Marco Dianti,
che allude a tipo di chiarezza invocata: l'angioletto chiede "o buon Dio, nessuno vuol più fare il prete" e il buon Dio risponde "accidenti, dovremo rivedere quella faccenda della castità"]
Don Rattin non si limita però ad analizzare una situazione concreta che riguarda anche il proprio ruolo di parroco, ma cerca di capire quale sarà la condizione futura del cristianesimo almeno nella realtà europea e italiana:
"Noi dobbiamo accettare una riduzione del numero dei preti e del ruolo sociale della Chiesa: e questo fatto io lo vedo in termini molto positivi … La storia lo dimostra: il cristianesimo ha sempre avuto una funzione di lievito allorché era minoranza, come nei primi tre secoli dell’era cristiana. Non c’erano, guarda caso, problemi tra il vertice e la base. Poi è arrivato Costantino, e il cristianesimo è diventato religione di massa. Ora stiamo assistendo al fenomeno contrario: un ritorno al cristianesimo di minoranza".
[CzzC: per Rattin sarebbe tutta colpa di Costantino? Leitmotiv di cadudem e massoni? Peraltro mette il silenziatore (per usare le sue parole) all’evidenza che il processo di secolarizzazione tocca anche le Chiese che cedettero i beni allo stato e che vantano da secoli di essersi sottratte al controllo gerarchico della nostra Chiesa: non ti piace che sia concordataria?]
Questa analisi del parroco di Piedicastello è decisiva e dalle conseguenze enormi. Viene focalizzato il passaggio dal cristianesimo inteso come annuncio della salvezza promessa da Cristo, a uno inteso come società formata e guidata dalla Chiesa, in stretto contatto con il potere. E questa trasformazione viene ritenuta per lo meno snaturante, e fondamentale anche per capire la condizione presente.
[CzzC: il giornalista ha inteso perfettamente il pensiero di Rattin? La Chiesa attuale, quella di GP2, non sarebbe annuncio della salvezza promessa da Cristo, ma collusa con il potere? Se fosse così, qui Rattin silenzierebbe slealmente l’evidenza che, se GP2 ha cercato il contatto con i potenti, ciò ha fatto per liberare gli oppressi, come i milioni di schiavi del regime sovietico. Solo un pregiudizio ideologico sarebbe incapace di vedere la salvezza promessa da Cristo veicolata dalla attuale Chiesa, e non c'è da stupirsi che sia un fan di Rattin quel mio parrocchiano che giudica distruttivo per la Chiesa il Papato di GP2, e lo insegna pure a catechesi].
Il cristianesimo come minoranza non significa però costituire un gruppo chiuso, di élite, arroccato nella propria verità, quanto piuttosto recuperare una dimensione profetica indispensabile e peculiare per la Chiesa. "Soltanto una minoranza può essere profetica, e noi oggi abbiamo questa possibilità. Ma il modo di comportarsi, di agire, di programmare ...
[CzzC: se fosse vero il “soltanto” del Rattin, allora una la fede cristiana abbracciata dalla maggioranza di un popolo (come in tanti luoghi è stato nei secoli e come anche oggi accade in qualche raro paese) sarebbe corrotta? Lo riterrei un infondato assioma, assonante adusi Leitmotiv.
Caro Rattin, non pensi che il tuo singolare intendimento di profezia possa essere distonico rispetto ad altri laici e presbiteri che sono fedeli di Cristo quantomeno par tuo? Quando un tuo fan nella nostra chiesa parrocchiale chiese a don Paul Renner (stessa linea) chi fosse oggi un profeta, Renner dal pulpito gli rispose che profeta sarebbe ciascuno di noi che andasse a rompere le scatole al Vescovo spingendolo a battersi per ottenere che i preti si possano sposare. Vedi la suddetta vignetta. Sono anch'io convinto che un giorno vedremo preti cattolici sposati oltre agli attuali cattolici di rito orientale ed ex anglicani, ma è ideologico e fuorviante indurre a credere che queste scelte arrestino il processo di secolarizzazione, perché se così fosse, il secolarismo e l'indifferenza per la fede in Cristo sarebbero meno evidenti nei paesi protestanti, dove i pastori da secoli si sposano e pure - da qualche lustro - con indifferenza sessuale e omo].