EMMANUEL LÉVINAS 1906-1995 filosofo francese di origini ebraico-lituane allora impero russo
con lui nasce un modo nuovo di intendere la filosofia, come responsabilità: la domanda «che cosa posso conoscere?» non può prescindere da «di chi sono responsabile, prima ancora di scegliere?» Imparò la fenomenologia seguendo i seminari di Edmund Husserl ed Martin Heidegger, ma proprio qui cominciò anche la frattura: dopo la Shoah, per Lévinas non è più credibile una filosofia che metta al centro l’«io penso» o l’«essere» come se l’altro fosse un dettaglio.
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↑2026.01.01 Dopo la Shoah, per Lévinas non è più credibile una filosofia che metta al centro l’“io penso” o l’“essere” come se l’altro fosse un dettaglio. Il Novecento ha dimostrato che si può essere colti, razionali, efficienti… e costruire lo sterminio. Da questa constatazione nasce il suo gesto radicale: l’etica non è un settore della filosofia, ma il luogo in cui il soggetto diventa davvero soggetto - non padrone, ma “esposto”, responsabile, persino “ostaggio” dell’altro. La sua filosofia nasce quando l’Europa scopre che può tradire i propri ideali. Il confronto con Heidegger è emblematico: se una grande filosofia può convivere con l’adesione al nazismo, allora la filosofia deve interrogarsi sul proprio cuore: che cosa ha dimenticato dell’umano?