DEMOCRITO di Abdera, allievo di Leucippo, fu tra i fondatori dell'atomismo

visse quasi centenario, circa tra il 460 e il 350 a.c.; è difficile distinguere le idee attribuibili a Democrito da quelle del suo maestro. È annoverato tra i presocratici anche se fu quasi coevo di Socrate (470-399 a.c.).

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2026.01.25 <storicang> Democrito è ricordato soprattutto come padre dell'atomismo: l’idea che la materia fosse discontinua e costituita da unità minime fu rivoluzionaria e trasgressiva per il suo tempo. Basti pensare ad Aristotele, che preferiva il modello dei quattro elementi (acqua, aria, terra e fuoco) e guardava con disprezzo all’atomismo democriteo; la sua figura fu ignorata per secoli e ridestata nel Rinascimento e nell’Illuminismo.

Ma Democrito fu anche un filosofo acuto osservatore della natura umana. Tra le molte frasi a lui attribuite, ce n’è una che recita: «Ci sono uomini che lavorano come se dovessero vivere in eterno», espressione che configura la sua etica fondata sulla misura; egli riteneva che la felicità (eudaimonia) non risiedesse nelle ricchezze né nei piaceri smodati, ma in una vita equilibrata, guidata dalla ragione e dalla moderazione. Il suo concetto chiave era l’eutimia, che potremmo tradurre come «serenità dell’animo», lontana da ansia, stress o depressione. Per raggiungere questo stato, egli raccomandava l’autoosservazione, la conoscenza di sé e il distacco da ogni passione eccessiva. Per vivere bene e felicemente occorre farlo con consapevolezza del tempo, senza sprecarlo in preoccupazioni inutili o ambizioni smisurate. L’ignoranza, sosteneva, è la radice della paura, della superstizione e della sofferenza; comprendere il mondo, al contrario, è liberatorio.