Padre AFIF MAKHOUL mi si presentò nel 2009 così:
- dal 2005 segretario del vescovo della Diocesi di Haifa e di Terra Santa per la chiesa Maronita e dal 2007 parroco della cattedrale di Haifa;
- nato in alta Galilea al confine con il Libano, studiato dai Salesiani a Nazaret [CzzC dove imparò anche falegnameria], poi a Roma (informazione, filosofia e teologia);
- ordinato sacerdote il 28 agosto 1983, poi parroco ad Akko (San Giovanni d'Acri);
- 2002-2005 di nuovo a Roma: licenza in scienze della comunicazione sociale all’UPS (Università Pontificia Salesiana);
[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 2024.03.06; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]
Pagine correlate: Palestina, cattolici in Israele, consacrati
↑2010.01.31 Ricevo un documento dei capi delle chiese cristiane di Palestina che nel perorare la pace ci chiede di impegnarci “nel disinvestimento e nel boicottaggio di tutto ciò che viene prodotto dall’occupazione”. [CzzC: commento tale appello di Kairos Palestine pro Gaza cercando di aiutare il discernimento tra i giusti appelli per la pace e la sottesa trama ingannevole che, portando le ragioni dei Palestinesi, ne tace i maestri di odio mortale e non riconosce il diritto di Israele di difendersi dal terrorismo. Interpello anche Padre Afif, conoscitore dell’ambiente]
↑2009.11.15 padre Afif celebra la Messa delle 20 in Sacra Famiglia a Rovereto e poi relaziona nella vicina sala parrocchiale su "DIALOGO in Terrasanta tra Cristiani, Ebrei e Musulmani”
↑2009.11.16-29 nella sala attigua all'Auditorium Meoltti area MART Rovereto Mostra SULLA VIA DI DAMASCO – i luoghi della vita di san Paolo con un ricco repertorio fotografico. <VT> Alla conferenza inaugurale intervenne anche Padre Afif Makhoul oltre ad Eugenio Dal pane, ideatore della mostra.
↑2007.05.11 Traggo da Europaoggi una trattazione del seguente interrogativo: come sarebbe inteso nell'islam dominante l'Art.18 della nostra Dichiarazione universale diritti umani? Siccome essa NON È COMPATIBILE con la concezione della persona e della comunità che ha l'Islam, la comunità internazionale ha concesso agli stati islamici che adottano la sharia di proclamare nel 1981 presso l’Unesco a Parigi, la versione islamica della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, che, pur affermando pari dignità della donna, libertà di credo e di espressione, neutralizza il tutto con una clausola capestro e con una storpiatura di traduzione. [CzzC: ma un sacerdote maronita di Haifa mi dice che non è così. Vedi anche dichiarazione islamica dei diritti dell’uomo. Continua qui]