Il cattolicesimo ha un'autorità di riferimento certo, mentre il protestantesimo patirebbe l'infantilismo della coscienza autonoma

Nel saggio Psicologia e religione (1938) e in altri scritti correlati, Carl Gustav Jung - egli stesso di estrazione protestante - esamina i due culti da un punto di vista strettamente terapeutico e psichico.

[CzzC: ho piacere che anche la psicanalisi riscontri una positività nella disponibilità di un riferimento autorevole certo, e la difettosità della sua assenza; è dimostrato anche dalla etologia, dalla sociologia, dalla psicologia sociale, dall'economia, ... Esemplifico solo per quest'ultima, osservando come si stia sviluppando l'economia della Cina, ma anche la sua scolarità e il suo welfare, con la disciplina curata dal PCC riferimento autorevole, fin troppo, mentre nelle democrazie occidentali montano indisciplina e incertezza decisionale.]

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 2026.10.01; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: primato della coscienza individuale?

 

 

↑2026.10.01 durante un convivio culturale  stasera ho appreso con piacere che anche il grande psicanalista Carl Gustav Jung valutò positivamente il fatto che il cattolicesimo ha un'autorità di riferimento certo e, anche se era figlio di un pastore protestante, additò nel protestantesimo quello che definiva "un infantilismo della coscienza autonoma"; ho chiesto alla AI precisazioni al riguardo ed ho ottenuto la conferma che leggeresti qui di seguito.

Gemini di Google

Nel saggio Psicologia e religione (1938) e in altri scritti correlati, Carl Gustav Jung - egli stesso di estrazione protestante - esamina i due culti da un punto di vista strettamente terapeutico e psichico:

- Il Cattolicesimo come "scudo archetipico":
Jung espresse grande apprezzamento per il cattolicesimo perché la sua ricca struttura
dogmatica, i rituali e l'autorità della Chiesa fungono da formidabile sistema di protezione per la psiche umana. I dogmi e i simboli cattolici oggettivano l'inconscio collettivo, canalizzando le forze distruttive e numinose della mente in forme stabili. Il fedele cattolico, rimettendosi all'autorità certa dell'istituzione e alla mediazione dei sacramenti (come la confessione), sperimenta meno frequentemente il crollo nevrotico derivante dall'incontro diretto e non mediato con il caos dell'inconscio.

- Il Protestantismo e l'autonomia della coscienza:
Al contrario, secondo Jung, il protestantesimo ha compiuto una sistematica iconoclastia, distruggendo i simboli, la gerarchia e i "baluardi" protettivi della Chiesa cattolica. Svestendo l'uomo di queste difese istituzionali, il protestantesimo ha posto l'individuo da solo, faccia a faccia con Dio (ovvero, in termini junghiani, con la spaventosa e autonoma realtà dell'inconscio).

- Il rischio di infantilismo e nevrosi:
Questa "coscienza autonoma", privata dell'autorità di riferimento e delle guide simboliche storiche, si ritrova spesso impreparata. Senza una solida maturazione interiore (il processo di individuazione), la coscienza lasciata a sé stessa rischia di regredire verso forme di
infantilismo spirituale, dove l'individuo non sa reggere il peso della responsabilità morale o, al contrario, scivola in una ipertrofia dell'Io (l'hybris moderna). Per Jung, la cronica mancanza di una sponda autorevole e rituale nel mondo protestante ha storicamente spalancato le porte alle nevrosi moderne e, di riflesso, alla nascita della stessa psicoterapia, nata per colmare quel vuoto di cura dell'anima (cura animarum).

In sintesi, per Jung l'autorità e il dogma cattolici offrono una "dimora psichica" sicura, mentre l'autonomia protestante, pur avendo il merito storico di aver spinto l'uomo verso una maggiore coscienza individuale, lo ha esposto a una profonda solitudine spirituale e al pericolo di un infantilismo difensivo di fronte alle forze della propria mente.

Se lo desideri, possiamo approfondire in che modo Jung considerava il rito della confessione cattolica come una forma primordiale di psicoterapia o come interpretava il concetto di individuazione in rapporto alla fede.