Equivoci inducibili da POLISEMIA (parola con significati diversi) e ancor più da ENANTIOSEMIA (parola con significati opposti)
sarebbe una «malattia linguistica»? Confonde la comunicazione tra gli interlocutori; è presente in tutte le lingue: più in italiano che in tedesco? Ad esempio? Ospite, affittare, noleggiare, sposare, avanti, bandire, curioso, feriale, pauroso, passare, sanzionare, sbarrare, spolverare, storia, ...
Alle varie “morbosità linguistiche” si aggiungono le forme non ammesse dalla Crusca ma pretese ammissibili da influenti sgrammaticati (ignoranti<yt> o nostalgici del vietato vietare?): imparare (anche nel senso di far imparare), uscire, scendere, sedere (anche esci i soldi, scendi il cane, siedi il bambino).
Annoterei altre lacune della nostra lingua che mi farebbero pensare a “carenza di lateralizzazione”: ad esempio per, perché sono vocaboli usati per indicare sia causalità sia finalità, laddove invece la maggior parte delle altre lingue distingue rigorosamente (quia, ut; weil, um; por, para).
Per ridurre la probabilità di equivoco, spesso uso PRO al posti di PER.
[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 2026.04.02; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]
Pagine correlate: significato delle parole
↑2026.04.02 quando in fisica noi usiamo la parola velocità, dobbiamo distinguere il suo doppio significato (polisemia) scalare o vettoriale; aiutando uno studente che usa un testo scritto in inglese e svedese, noto che tali lingue distinguono con parole specifiche tra i due significati, senza ricorrere ad aggettivi di specificazione:
- velocità scalare: speed / fart;
- velocità vettoriale: velocity / hastighet o velocitet.