ARCIVESCOVO BRESSAN SUL DDL #2/2014/PAT contro l’omofobia e relativa gender didattica

Il diritto della libertà di coscienza è fondamentale e nessuno deve essere messo alla berlina per seguirla. Devo dire che in Oriente (e l’Asia rappresenta il 65% della popolazione mondiale)! si giudica che l’Occidente stia perdendo il senso delle proporzioni.

Comunque, una grave lacuna nel progetto di legge è certamente l’assenza di una garanzia per la libertà di chi nella vita quotidiana, per motivi religiosi o filosofici, dissente dalle impostazioni proposte dalla legge.

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 30/12/2018; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: resilienza al disegno di legge in titolo; Scalfarotto, gendercrazia sanguisuga e inquisitoria

 

Traggo da Vita Trentina#34p6 28/08/2014

Fonte: http://www.vitatrentina.it/Politica-Societa/L-omofobia-il-gender-e-le-leggi

 

Mons. Bressan, nei prossimi mesi si tornerà a parlare di omofobia nelle aule del Consiglio provinciale e – già se ne vedono le avvisaglie – il dibattito sarà vivace. In premessa, può chiarire qual è la posizione del magistero ecclesiale rispetto a questo tema?

Non è certo possibile in breve riassumere il vasto articolato pensiero della Chiesa sull’omosessualità in poche righe. Ne parlano la Bibbia, il Catechismo, i Papi, tre dettagliati documenti della Congregazione vaticana per la Dottrina della Fede (1975; 1986-1999; 2003), vari vescovi, il recentissimo Strumento di Lavoro sul prossimo Sinodo dei Vescovi, autori cattolici. .. Il ridurre a poche frasi si espone a critiche.

Non spetta alla Chiesa determinare le origini delle varie forme di omofilia o omosessualità, ma nella Bibbia legge che Dio “maschio e femmina li creò … per questo l’uomo lascerà suo padre e si unirà a sua moglie”: identità e complementarietà dunque. Pastoralmente si cerca di stare vicini a ogni persona nelle sue concrete condizioni di vita: ma sotto l’aspetto etico, non ogni atto è eguale, mentre la castità, virtù forte, è per tutti. Avere una tendenza non è peccato ed anche uno che la abbia omosessuale può diventare santo.

Ma la Diocesi di Trento come giudica queste iniziative legislative?

Come Diocesi non abbiamo preso una posizione, poiché non sono stati consultati né il Consiglio Pastorale, né la Commissione diocesana per la famiglia. Parlerò dunque a titolo personale e dico che lascio ai politici decidere se affrontare un dibattito certamente complesso, anche perché con termini generici si uniscono sotto una sola parola: a) orientamento ossia tendenza, b) condotta (sia privata che pubblica), c) azioni, d) propaganda e magari altro.

Lo stesso concetto di “discriminazione” è ,in campo del diritto internazionale, molto complesso: basta vedere le varie sentenze della Corte europea. E poi altre culture nobili hanno visioni diverse.

Personalmente considero che il nostro Trentino abbia problemi ben più urgenti e che interessano quasi tutti i cittadini: situazione occupazionale; crisi economica aggravata da un’estate che è stata tale, con incidenze su tutto il turismo e l’agricoltura; il fluido delle politiche nazionali sull’autonomia; calo della produttività industriale e del settore edile, fragilità delle famiglie, rifugiati da accogliere, cultura della pace, ecc . La PAT finora si è distinta in Italia per conferire la qualifica di “Family audit”.

Infine, sappiamo che vi è in progetto avanzato di legge nazionale; perché prevederne una provinciale che poi forse dovrà essere modificata? E’ competenza della nostra Provincia? Gli uni dicono “no”; gli altri “sì” perché riguarda la scuola, ma altri negano che si voglia influire sulla scuola: una bella confusione, direi. E poi non ci sono già le regole sulle “pari opportunità”? e perché allora crearne di specifiche per un caso?

Ci sono dei partiti, per quanto attiene il voto finale al provvedimento, orientati a richiamare la libertà di coscienza. Non capita spesso.

Non so se ci siano dei partiti interi su questa linea. Qualche consigliere, anche della maggioranza, me ne ha parlato: non si sentono affatto a loro agio, nemmeno nelle versioni successive del progetto. Il diritto della libertà di coscienza è fondamentale e nessuno deve essere messo alla berlina per seguirla. Devo dire che in Oriente (e l’Asia rappresenta il 65% della popolazione mondiale)! si giudica che l’Occidente stia perdendo il senso delle proporzioni.

Comunque, una grave lacuna nel progetto di legge è certamente l’assenza di una garanzia per la libertà di chi nella vita quotidiana, per motivi religiosi o filosofici, dissente dalle impostazioni proposte dalla legge. Al riguardo negli USA finora si è sempre stati attenti a garantire questa libertà; e sono contrari alla “ideologia del genere” (gender) non solo i cattolici, ma ancor più gli ortodossi e vari altri gruppi religiosi.

Consiglieri che si professano cattolici, oppure che tali vengono considerati dall'elettorato sono schierati sul fronte della proposta e in quello contrario.

Capisco che la materia è complessa. Ho speso undici anni nel trattare di diritto internazionale e so che non tutti intendono un testo nel medesimo modo; vi è poi chi ha intenti buoni, ma diversi gli uni dagli altri. Il progetto non è comunque, nemmeno nella versione finale, un testo che unisce, ma divide … tanto che ho inteso che alcune associazioni pro-famiglia sarebbero decise a chiedere un referendum abrogativo, qualora passasse.

Si parla sempre più di lobby a pilotare le linee guida in materia sessuale. Ha la stessa impressione?

Non posso negarlo e si vorrebbe amalgamare tutto in un calderone, senza vigore propositivo per la vita. Già nel 1986 scriveva il card. Ratzinger: “La Chiesa non può non preoccuparsi di tutto questo e pertanto mantiene ferma la sua chiara posizione al riguardo, che non può essere modificata sotto la pressione della legislazione civile o della moda del momento”.

Le sembra che la famiglia sia sufficientemente garantita per quanto attiene la capacità di crescita, formazione e di indirizzo dei propri componenti in questa delicata materia?

Mi sembra che non si parli nemmeno della famiglia, ma tutto è rimesso alla scuola … e ad associazioni gay-lesbiche. E’ misconoscere il diritto primario dei genitori… ed esso è soprattutto importante nella educazione sessuale. Gli psicologi ci dicono che in età evolutiva si deve esser molto delicati per non disorientare e creare poi disagio per tutta la vita. Ho sentito nei colloqui genitori preoccupati per i figli e anche le norme internazionali riconoscono il diritto prioritario dei genitori.

Alcuni equivoci paiono evidenti in materia di diritti fondamentali di tutti i cittadini. Nella fattispecie, la condanna dell'omofobia è rappresentata quasi come un assoluto rispetto ad altri comportanti sessuali.

In Olanda si è creato perfino un partito che sosteneva come finalità prima la pedofilia; fortunatamente ha avuto pochi elettori, ma democraticamente era stato ammesso. Questo ci dice quanto le “lobby” possano influire. La tendenza (orientamento) è un’istanza interiore; ma quando si manifesta, vanno tenuti in conto anche i diritti degli altri.

Dissenso ed obiezione di coscienza paiono messi al bando.

Lo dicevo già sopra, ed è grave ... E non soltanto ne possono essere colpiti i gruppi religiosi, le omelie e la catechesi, la formazione scout … ma anche le associazioni pro-famiglia, le organizzazioni di volontariato, le istituzioni ospedaliere (ad es. si divideranno ancora sezione maschile e sezione femminile?), anagrafe comunale (il genere deciso alla nascita o a scelta?), ecc.

Secondo Lei quali sono i maggiori aspetti di criticità di queste tre proposte legislative?

La maggiore criticità è che la Provincia Autonoma di Trento appare abbracciare la “ideologia del genere  ”, cioè il diritto di scegliersi a quale genere appartenere … (ne hanno contati fino a 103 tipi diversi, mentre non è mai stato individuato nessun gene oggettivo dell’omosessualità, ma vi sono quelli oggettivi della differenziazione sessuale). Inoltre la PAT con il testo proposto si affiderebbe alle associazioni gay-lesbiche . Ora essa dovrebbe restare sopra le, e fuori delle, associazioni di qualsiasi tipo, pur dialogando con tutte loro. Infine (ma solo per limitarmi a tre aspetti) in più passaggi si parla d indottrinare i ragazzi nella scuola (con frasi diverse, ma concordanti). [CzzC: nel ringraziarla per la chiarezza, Eccellenza, mi permetta una domanda: ritiene possibile nei nostri paesi liberi negare a singoli individui il diritto di scegliersi a quale genere appartenere? Ritengo che, per contrastare le aggressioni e le inquisizioni illiberali dell’ideologia di gender, non possiamo che appellarci a diritti fondamentali dell’uomo: quindi dobbiamo contrastare chi irridesse il suddetto diritto di scelta, mentre esigiamo, come Lei ha precisato, il rispetto del nostro diritto di libertà di coscienza (art.18 della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo / nessuno deve essere messo alla berlina per seguirla), di opinione e di espressione (Art.19), di educazione (Art.26.3 / misconoscere il diritto primario dei genitori) e il diritto di applicare il principio di precauzione per i minori (adozioni gay e uteri in affitto): è evidente che i tentativi di legiferare in tifoseria scalfarottiana ledono questi diritti: se manterremo in questo perimetro il nostro civile confronto, avremo qualche possibilità di contenere gli eccessi delle suddette aggressioni e inquisizioni, altrimenti le faciliteremo, scoprendoci il fianco a facili demolizioni in nome della ragione dei diritti individuali degli adulti potenti].

 

Permetta una domanda maliziosa: qualcuno dei politici ha chiesto un confronto con gli organismi diocesani che si occupano di famiglia, sessualità, di gender? Eppure il tema dell'omosessualità è stato al centro anche degli INCONTRI del clero d'inizio anno...

Dove è la malizia? Beh, nelle settimane di formazione permanente del clero abbiamo ampiamente trattato dell’omosessualità, sia nel gennaio scorso che cinque anni fa, con due équipes diverse, ma sempre sotto l’aspetto psicologico e pastorale.

Il Forum trentino delle Associazioni famigliari - ma non un organismo diocesano - ha avuto un’audizione con la Commissione provinciale che esaminava il progetto di legge. Non ho dato nessuna “imbeccata” (sono autonomi, adulti e responsabili), né ho indagato sul risultato. Non mi consta che vi siano stati INCONTRI di lavoro tra la commissione diocesana e qualche politico.

Cosa pensa infine della proposta di legge Scalfarotto all’esame del Parlamento nazionale?

So che ci sono dibattiti in corso e che alcuni aspetti più scabrosi sono stati tolti, ma non ho letto il progetto. Mi giungono email da associazioni di famiglie che chiedono di opporsi alla legge, ma non è competenza di Trento. Di più non so.

Che cosa è auspicabile possa emergere dal dibattito in Consiglio provinciale?

Sono donne e uomini maturi e io prego perché lo Spirito Santo le/li illumini nel determinare il vero bene comune della nostra gente, nell’esaminare o rigettare o modificare il progetto, con quel “buon senso” che caratterizza (come ci diceva un anziano vescovo trentino in America Latina) i trentini e con quell’attenzione alla famiglia che resta, lo si voglia o meno, la base della società e del suo futuro.

SCHEDA: LE PROPOSTA DI LEGGE

A parlare di una legge contro l'omofobia in Trentino si era cominciato già nel 2012 con la raccolta di firme attorno ad una proposta di iniziativa popolare (n. 351, primo firmatario Stefano Zanella) che, qualora non si arrivi nei prossimi mesi ad una legge, sarà sottoposta a referendum. Porta invece la data del 2 febbraio 2014 il disegno di legge n° 2 unificato (primo firmatario Mattia Civico) che ha ripreso alcuni di quei temi, ha trovato l'appoggio dei partiti di maggioranza ed è già stato esaminato e corretto dalla 4° commissione competente. Questo ddl, atteso in aula nei prossimi due mesi punta a contrastare la discriminazione determinate dall'orientamento sessuale nei limiti delle competenze provinciale e si riferisce in particolare agli operatori sui luoghi di lavoro (Sanità e scuola in particolare) . Non si riferisce ad altri aspetti del diritto civile e penale sui quali Provincia non ha competenze. A livello nazionale, va ricordato che all'esame del Parlamento c'è la cosiddetta “Legge Scalfarotto” che interviene ad ampio raggio sulle discriminazioni per orientamento sessuale

 

↑2015.02.09 <PAT>: Colpo di scena per il ddl sull'omofobia: approvato l’emendamento #32 della minoranza; ddl rimandato all’estate, come da autunno fu rimandato a primavera. [CzzC: la ragione del contendere? A mio avviso il rispetto dell’Art.26.3 dei diritti umani che i tifosi dei magialeni hanno ostico]

 

↑2015.02.04 Riparte la discussione in aula PAT della legge: il VicePresidente del Consiglio Walter Viola interviene ricordando il dovere di rispettare il diritto delle famiglie ad essere informate sui programmi educativi applicati ai loro figli: “al Liceo classico “Prati”, si stanno facendo 6 ore e di ideologia gender senza nessuna informazione alle famiglie! Caro Presidente Rossi, lei che ha la competenza della scuola e ha sempre detto che ci vuole il coinvolgimento delle famiglie ... »

 

↑2014.09.05 <ProVita> L’analisi fatta dal Vescovo Bressan sul disegno di legge ha destato l’attenzione anche in coloro che si erano lasciati imbonire dalla logora teoria della lotta alla discriminazione. È mutato l’atteggiamento da parte dei centristi della maggioranza che ora prenderebbero le distanze dal disegno di legge. Baratter (PATT), firmatario della proposta di legge, afferma: “Siamo un partito di ispirazione cattolica. Il Vescovo va ascoltato”. Il PD pare ora isolato. Il presidente nazionale dell’Arcigay Flavio Romani perde le staffe attaccando duramente il Trentino, reo di mettere in scena “il solito rituale degradato della politica italiana ... perplessità ignobili nel merito oltre che fuori tempo massimo nel metodo ... argomenti più simili alla superstizione che alla fede, usati in maniera indecente da chi dei valori religiosi dovrebbe essere custode, entrando ancora una volta a gamba tesa nel dibattito istituzionale, sovvertendo il suo percorso democratico e facendosi spazio con l’arroganza e i ricatti”. Arcigay accusa altri di “arroganza e ricatti”? Senti chi parla.

 

↑2014.09.01 Ricevo invito a volantinare l’intervista dell’Arcivescovo assieme a questo volantino, il cui contenuto commento con domande all’autore: occorre discernere, cogliere anche il positivo dell’ideologia di genere, non usare espressioni omofobe per contrastare tentativi di ledere diritti umani e il principio di precauzione in difesa dei minori adottabili.

 

 

 

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