Guerra civile nella REPUBBLICA CENTRAFICANA, col rischio di conflitto religioso coi ribelli Seleka islamici

2013.12 violenze e massacri tra fazioni. Vedi anche il franco CFA, la valuta utilizzata da 14 paesi africani tra cui quello in titolo.

<wikipedia> Il 15/03/2003 il generale Bozizé prendeva il potere con un colpo di stato; 10 anni dopo, 24/03/2013, Bozizé è costretto alla fuga dopo la presa della capitale Bangui da parte dei ribelli Seleka, sostenuti da stati islamici, impongono Capo di Stato Michel Djotodia, uno dei loro leader più oppositori dell'ex Presidente. Scoppiano violenze e massacri tra fazioni e in dicembre 2013 intervengono le truppe francesi. Il 10/01/2014 Djotodia si dimette e il 20/01/2014 Catherine Samba-Panza viene eletta Presidente di transizione della Repubblica Centraficana votata dal parlamento.

[Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità, modificata 02/05/2018; col colore grigio distinguo i miei commenti rispetto al testo attinto da altri]

Pagine correlate: diritti umani violati da maestri di odio; reagire con educazione e perdono

 

2018.05.02 <avvenire> 16 morti a Bangui/Centrafrica, ucciso anche Padre Albert: attaccate chiesa cattolica, moschea ed ospedali <stampa> L’arcivescovo Nzapalainga fa appello al governo e alla Minusca: «Sia fatta luce sull’accaduto». Un invito ai credenti: «Evitiamo odio e vendetta, non autodistruggiamoci».

 

↑2015.12.02 <tracce>: Uganda, Kenya e Centrafrica: il Papa "fuoristrada" interessato solo all'umanità. E poi la Porta Santa Ma perché lì a Bangui? «Capitale spirituale della Misericordia» quella con 400k profughi, 10k bambini soldato, 1,5M di piccoli malnutriti: all’estrema periferia per aiutarci a capire cosa sia essenziale. La Repubblica centrafricana ha bisogno del perdono, come noi, e di educazione, un leitmotiv di tanti discorsi “africani”, una proposta di crescita di umanità.

 

↑2015.11.18 <zenit>: Centrafrica: l’unico baluardo contro la follia della guerra è la Chiesa: “La scelta del Papa di aprire il Giubileo a Bangui porta in primo piano un paese sconosciuto, con un grande bisogno di lasciarsi convertire dalla Misericordia

 

↑2015.05.15 <zenit>: "Dialogo e riconciliazione tra etnie e religioni": mandato di Fr1 ai Vescovi del Centrafica: quando “l’odio e la violenza si scatenano” i cristiani sono chiamati a “rispondere con il perdono e l’amore”.

 

↑2015.04.29 <tempi>: Centrafrica, cristiani riparano una moschea distrutta. Una luce nel mezzo di una tragedia dimenticata: una quindicina di cristiani, aiutati da alcuni musulmani, hanno proposto e portato a termine il restauro di una delle moschee devastate nella capitale Bangui durante le sconvolgenti violenze.

 

↑2014.10.31 <rainews> l’ONG Freedom House in febbraio 2014 aggiornò la lista dei regimi più brutali: [CzzC: adesso finalmente inserisce nei top ten worst (i peggiori 10) anche l’Arabia Saudita, ma perché mette il Centrafica come peggiore? Temo che FH abbia dovuto risarcire i petroldollari d’Arabia Saudita offesasi per apparire in top ten worst: come risarcire? Basterebbe mettere al top un raro Paese dove paresse vincente una reazione contro milizie islamiche, guarda caso tacciata di essere cristiana, mentre è indubbiamente orribile].

 

↑2014.10.15 <Tracce> Con santa Teresa tra le fiamme di Bangui «In un mondo in fiamme, Teresa concepì i monasteri delle sue monache e i conventi dei suoi frati come presidi di orazione, di vita fraterna, di amore per la Chiesa», continua padre Federico: «Oggi il mondo è ancora in fiamme, forse più di allora, e soprattutto da queste parti ». Spari tra opposte fazioni, odio, impunità, ... grandi quantità di cibo che non arrivano ai profughi, ma finiscono sul mercato. Così i frati decidono di occuparsene fino all’arrivo ad ogni famiglia lavorando fino a notte. E i responsabili di zona che trafficavano come l’hanno presa? Uno di loro: «Padre, con questo sistema è impossibile rubare».

 

↑2014.02.05 Non è vero che sono i cristiani a mutilare, scannare, evirare musulmani: «scene di assoluto orrore», come le ha definite Human Rights Watch. «L’orgia di spargimenti di sangue», di cui si legge ogni giorno in Centrafrica, è oggi dovuta alle violenze degli anti-balaka che da tutti i giornali del mondo vengono definiti «milizie cristiane». Ma è così? «No», spiega a tempi.it padre Aurelio Gazzera, da anni missionario nel paese africano a Bozoum e instancabile pacificatore. «Hanno così tanti amuleti indosso che di cristiano non hanno proprio niente. Sono animisti e se uccidono i musulmani non è per motivi religiosi». Nonostante i ribelli islamisti della coalizione Seleka siano quasi tutti fuggiti anche per non rispondere dei gravissimi crimini che hanno commesso, ora è la comunità musulmana, che li aveva appoggiati, a pagarne le spese.

 

↑2014.01.31 Centrafrica. «Uomini uccisi a colpi di machete, corpi mutilati, testicoli tagliati. Qui è l’Inferno di Dante»

 

↑2014.01.07 Onu: «Centrafrica a rischio genocidio. Ci sono tutte le condizioni già viste in Rwanda». Da settimane infuriano combattimenti che oppongono le truppe francesi e africane ai gruppi ribelli islamici della Seleka, o a quelli ritenuti cristiani chiamati "anti-balaka", che non permettono il ritorno alla normalità. Non si tratta ancoira di un conflitto interreligioso, ma potrebbe diventarlo.

 

↑2013.12.07 Truppe francesi accolte dall'esultanza dei civili in Centrafrica: 400 morti in tre giorni di violenze.

 

↑2013.06.04 Centrafrica: i ribelli Seleka «saccheggiano le chiese» per instaurare una Repubblica islamica. «Da quando i Seleka sono arrivati in Centrafrica non c’è stato altro che distruzione», rivela il vescovo di Bangassou monsignor Juan Josè Aguirre in una intervista ad Aiuto alla Chiesa che soffre, parlando dei ribelli islamici della coalizione Seleka, che hanno preso il potere nella Repubblica Centroafricana con il colpo di Stato del 24/03/2013.

 

↑2013.04.10 Repubblica centrafricana. Vescovo: «Dopo tante atrocità, abbiamo perso tutto, anche la speranza»