modificato 16/11/2016

 

Ingerenza umanitaria

Correlati: diritti umani; pace, guerra, armi, leading from behind, inciuci pro dea pecunia, complesso militare-industriale

Pagina senza pretese di esaustività o imparzialità: contrassegno miei commenti in grigio rispetto al testo attinto da altri.

 

<Wikipedia> intervento anche armato dall'esterno in fatti interni di uno Stato quando questi fatti costituiscano violazione evidente dei diritti dell'uomo.

E' oggi accettato che il principio del libero accesso alle vittime è obbligatorio, cioè che gli stati hanno l'obbligo di consentirlo: ma se non lo consentissero? Si può imporre l’ingerenza con l'uso della forza? L’opinione prevalente sarebbe sì se la violazione dei diritti umani che giustifica l'ingerenza configura una minaccia alla pace, ma, anche visti i disastri di certe ingerenze, tali operazioni sono ancora molto dibattute dal punto di vista della loro legittimità, cioè dei principi giuridici e morali che le ispirano o che esse violano.

[CzzC: il principio in titolo ha riperimetrato il concetto di guerra giusta anche nell’accezione cristiana, per la quale la guerra non sarebbe mai giusta salvo che non si tratti, invece, di legittima immediata difesa, (mai più la guerra hanno gridato tutti gli ultimi papi): con tale principio passerebbe per giusta anche una guerra preventiva dell’estendersi di massacri o invasiva di uno stato che impedisse il soccorso delle vittime, decisa dalle convenzioni internazionali perché una sola nazione non può giudicare come si ferma un aggressore ingiusto]

 

 

15/11
2016

Il complesso militare-industriale: <sussidiario>: le "guerre umanitarie" passate e correnti hanno la loro ragion d'essere solo in funzione della politica interna degli Stati Uniti e, all'occasione, dei loro alleati ...  [CzzC: mi stupirei che uno stato facesse guerre, sia pure per ingerenza umanitaria, contro gli interessi della “sua politica interna e dei suoi alleati”: insorgerebbe invece timore per i nostri interessi e per la pace quando osservassimo che gli interessi interni Usa paiono solo quelli della supremazia del petroldollaro mentre gli alleati più influenti pare siano i turco-wahhabiti: Trump cambierà radicalmente detta gamma di interessi? ... continua]

10/11
2015

<agi>: Addio al filosofo Andre Glucksmann, campione di diritti umani, aveva 78 anni. Espressione del maggio francese, aveva fatto parte con Bernard-Henri Lvy della corrente dei "nouveaux philosophes". Alla fine degli anni Settanta insieme con Jean Paul Sartre e Raymond Aron sostenne i "boat people", in fuga dal Vietnam comunista. Il totalitarismo in tutte le sue forme era il suo nemico, per battere il quale Glucksmann non esitò a chiedere l'intervento armato in difesa dei piu' deboli (Kosovo/1999, Iraq/2003): .[CzzC:  commento ... continua ...]

06/09
2014

Fermare la tragedia umanitaria in Iraq. La Chiesa non sostiene un pacifismo imbelle e ingenuo al fine di condannare un militarismo che assolutizza l’efficacia della violenza: il Papa il 18/08 scorso ha ribadito la dottrina del Catechismo della Chiesa Cattolica sulle condizioni dell’uso moralmente giusto della forza militare (ius ad bellum), e sul ruolo apicale e legittimante del Consiglio di Sicurezza dell’Onu e del diritto internazionale, che include il diritto umanitario (ius in bello).

18/08
2014

<Vaticaninsider Tornielli> Papa Francesco riguardo ai califfi massacratori di inermi: «In questi casi, dove c’è un’aggressione ingiusta, soltanto posso dire che è lecito “fermare” l’aggressore ingiusto. Sottolineo il verbo “fermare”, non dico bombardare, fare la guerra, ma fermarlo. I mezzi con i quali si può fermare dovranno essere valutati. Fermare l’aggressore ingiusto è lecito. Ma dobbiamo avere memoria, quante volte sotto questa scusa di fermare l’aggressore ingiusto le potenze si sono impadronite dei popoli e hanno fatto la vera guerra di conquista. Una sola nazione non può giudicare come si ferma un aggressore ingiusto. Dopo la Seconda Guerra mondiale c'è stata l’idea della Nazioni Unite, là si deve discutere e dire: c’è un aggressore ingiusto? Sembra di si, e allora come lo fermiamo? Soltanto questo, niente di più. In secondo luogo, le minoranze. Grazie per aver usato questa parola. Perché a me parlano di cristiani, quelli che soffrono, i martiri. E sì, ci sono tanti martiri. Ma qui ci sono uomini e donne, minoranze religiose, non sono tutti cristiani, e tutti sono uguali davanti a Dio. Fermare l’aggressore ingiusto è un diritto che l’umanità ha ma è anche un diritto che ha l’aggressore di essere fermato perché non faccia del male». [CzzC: magistrale questo discernimento sull’ingerenza umanitaria, alla faccia delle ironie di Socci e Cacciari sull’apparente ossimoro “fermare ma non bombardare”]

07/09
2013

Veglia per la pace con papa Francesco che spiazza il masso Nobel pace con fregola di lanciare missili anti Assad fuori egida ONU col pretesto dell’ingerenza umanitaria: «Non più la guerra ... Abbiamo perfezionato le nostre armi, la nostra coscienza si è addormentata, abbiamo reso più sottili le nostre ragioni per giustificarci. Come se fosse una cosa normale, continuiamo a seminare distruzione, dolore, morte! La violenza, la guerra portano solo morte, parlano di morte!». [CzzC: non direi (come qui affaritaliani) che con queste parole il Papa affonda l’ingerenza umanitaria (11 mesi dopo la invocherà per fermare Isis massacratore di inermi): qui il Papa spinge ad usare gli spazi diplomatici, che, in quanto ancora ampiamente disponibili, rendono sottili le ragioni per giustificare (=pretestuose) in questo caso l’escalation militareUS interessata al gioco dei filo wahhabiti suoi grandi clienti in armi, foraggiatori dei terroristi anti Assad assieme a Qatar e Turchia, come avvenne nell’abbattimento di Saddam e Gheddafi: sospettiamo abuso del principio di ingerenza umanitaria pro neocolonialismo].

12/03
2008

La Santa Sede e la giustificazione morale dell'ingerenza umanitaria

A livello internazionale, la Santa Sede ha il merito di aver rilanciato il diritto d’ingerenza a fini umanitari come obbligo morale, dichiarando legittimo e persino doveroso intervenire con iniziative militari per disarmare uno Stato aggressore. A sostenerlo è il professor Dimitris Liakopoulos, docente di Diritto internazionale.

08/12
1988

<studiperlapace.it>L'Assemblea Generale delle NU vota una risoluzione nella quale viene sancito il principio del libero accesso alle vittime di una catastrofe naturale e di situazioni d'urgenza dello stesso tipo. Si comincia a parlare a questo proposito di ingerenza umanitaria per confortare le vittime, ingerenza che è un obbligo corrispondente al diritto all'assistenza delle vittime. Per la prima volta è dunque considerata lecita una ingerenza materiale, fisica, che presuppone l'accesso al territorio che deve essere garantito e facilitato dallo Stato in cui si trovano le vittime e dagli stati vicini. ... Strumenti dell’ingerenza umanitaria sono

- i corridoi umanitari (se le autorità locali non sono in grado di organizzare i soccorsi, interviene la comunità internazionale)

- l'eccezione umanitaria alle sanzioni (l'embargo non deve riguardare prodotti alimentari e medicinali),

- l'ingerenza umanitaria finanziaria (la comunità internazionale è autorizzata a decidere sulla destinazione di risorse finanziarie del paese: es. il ricavato della vendita del petrolio dell'Iraq deve essere destinato ad interventi umanitari),

E' oggi accettato che il principio del libero accesso alle vittime è obbligatorio, cioè che gli stati hanno l'obbligo di consentirlo. Ma è anche esecutorio, cioè in caso di non ottemperanza dell'obbligo se ne può esigere l'esecuzione anche, se necessario, con l'uso della forza? ... dipende ...

Operazioni di questo genere, autorizzate dal Consiglio di Sicurezza, sono state compiute negli ultimi anni: in Bosnia, in Somalia, in Rwanda. Alcune hanno avuto esiti positivi, altre - va riconosciuto - esiti disastrosi.